La Risurrezione non è solo memoria di un evento lontano, ma invito pressante a rialzarsi ogni giorno dalle nostre personali tombe di paura, rassegnazione e abitudine.
Questa preghiera pasquale ci scuote dal torpore spirituale con un appello potente: è tempo di riprovare a correre, di uscire dall’oscurità che paralizza la speranza, di spalancare le porte al Risorto che vuole riempire i nostri cuori di vita nuova. Le parole vibranti di questo testo ci ricordano che la pietra è stata tolta, il sepolcro è vuoto, e Cristo vive: non possiamo dunque restare fermi nella tristezza o nell’egoismo, ma siamo chiamati a rinnovare il desiderio di Dio e a correre verso la pienezza della vita che Lui ci dona.
Non possiamo rassegnarci
all’inesorabilità della guerra e della violenza,
al predominio del potere e della disonestà;
non possiamo rinchiuderci nella tristezza delle abitudini acquisite,
nell’egoismo delle scelte quotidiane:
la pietra è stata tolta,
il sepolcro si è aperto,
la Pasqua è venuta,
il Signore ha vinto la morte e vive per sempre.
È tempo di riprovare a correre!
È tempo di
uscire di buon mattino dalle nostre case,
avvolti nel buio che ci impedisce di sperare ancora
per lasciarsi toccare il cuore dai segni della risurrezione
e riprovare a correre.
È tempo di
spalancare le porte al Risorto che viene
per depositare nei nostri cuori il soffio della vita nuova,
l’energia della pace,
la potenza dello Spirito
e riprovare a correre.
È tempo di
ridestare in noi il desiderio di Dio
e riprovare a correre.
Per gentile concessione delle sorelle clarisse del monastero Santa Chiara di Cortona.



