Nel cuore della Pasqua cristiana pulsa questo canto di contemplazione che abbraccia il mistero della Risurrezione attraverso immagini potenti e simboli densi di significato.
Le parole si fanno strada dal buio del sepolcro alla luce del mattino, accompagnando il credente in un viaggio interiore che trasforma il lutto in danza, il dolore in stupore. La preghiera dipinge Cristo risorto come lo Sposo divino che viene incontro all’umanità segnato dalle ferite della Passione, ora trasformate in canali di grazia infinita.
Ogni strofa costruisce un ponte tra la morte vinta e la vita nuova, invitando chi prega a riconoscersi come creatura rinnovata, rivestita della dignità sponsale e incamminata verso la Gerusalemme celeste in compagnia del Risorto.
Il grembo della terra
partorisce la vita
che, vittoriosa sulla morte,
irradia di luce
il silenzio che si fa voce
e riaccende di speranza
cuori addolorati.
Sei tu, Gesù, il Signore
che, abbandonato quel lenzuolo
sulla nuda pietra,
riempi di colori il deserto
come giardino avvolto
da intensi profumi.
Davanti a te, risorto, Gesù,
lo stupore si insinua
tra le strettoie del dolore,
di gioia la carne freme
e gli occhi si illuminano
e le lacrime scendono copiose
sul sorriso ritrovato.
Di bianco vestito da Sposo
ci vieni incontro, Gesù,
segnato nelle mani,
nei piedi trafitti
nel petto squarciato,
canali di grazia
fonti dissetanti.
In te, Signore, siamo nuove creature!
Rivestiti di te
come Sposa innamorata
ornata di gioielli divini
verso la Città Santa
siamo in cammino
per sempre con te.
✠ Don Pino (Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo)
Per gentile concessione di don Pino | Fonte



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