Appartengo a Te

Dinanzi alle incessanti sollecitazioni quotidiane che rischiano di frammentare la nostra interiorità, questa orazione trae ispirazione dall’insegnamento evangelico sul tributo a Cesare per guidare l’anima verso la sua autentica vocazione.

Attraverso un cammino di consapevolezza e affidamento, il credente riconosce che il proprio valore non risiede nei successi mondani, bensì nell’impronta divina impressa nel cuore fin dalla creazione. Recitare questo testo aiuta a ritrovare la priorità della fede, offrendo a Dio le fragilità, le fatiche e la vita intera come unica moneta che ha valore eterno nel Suo Regno.


Signore,
il mondo esige ogni giorno il suo tributo.
Mi chiede tempo, affanni e speranze,
e cerca di distrarmi con le sue urgenze
e con le sue promesse fugaci.

Ma oggi, nel silenzio, guardo la mia vita
e riconosco una verità più grande:
sulla mia anima non è inciso il volto del mondo.
È inciso il Tuo.

Tu hai impresso la Tua immagine dentro di me
il giorno in cui mi hai pensato.
Insegnami a dare a Cesare ciò che gli spetta,
senza consegnargli il cuore.
Aiutami a non svendermi alle logiche della terra,
a non dimenticare mai di chi sono figlio,
a scegliere Te, anche quando tacere sembra più facile che dire la verità.

Prendi il mio cuore,
anche quando è stanco, anche quando è diviso,
perché è l’unica moneta che conta nel Tuo Regno.
Prendi le mie giornate, le mie fragilità e i miei desideri,
perché tutto porta la Tua impronta.

E quando la mia vita sarà come una moneta consumata dal tempo,
fa’ che porti ancora, chiara, la Tua immagine.

Oggi, Signore, rendo a Te ciò che è Tuo.
Io sono Tuo.

Amen.

Per gentile concessione di: Don Lucio D’Abbraccio