Preghiera di Lazzaro: dalla malattia alla risurrezione

Quando la malattia bussa alle nostre porte e il dolore sembra sopraffarci, le parole di Marta a Gesù diventano il nostro stesso grido: “Signore, colui che ami è malato”.

Questa preghiera ispirata all’episodio evangelico della risurrezione di Lazzaro (Giovanni 11,1-45) accompagna chi attraversa momenti di sofferenza fisica e spirituale, chi piange per la perdita di persone care, chi cerca una luce nelle tenebre della malattia e della morte. Attraverso i versi di questo testo orante, ripercorriamo il cammino dalla disperazione alla speranza, dalla tomba alla vita, confidando nella promessa di Cristo: “Io sono la risurrezione e la vita”.

Una preghiera di intercessione potente per invocare la guarigione, il conforto e la certezza della risurrezione finale.


“Gesù, colui che ami è malato”!

Tra le corsie di ospedali
nel silenzio assordante delle case
come messaggeri divini
si chinano su corpi infetti
perché non si spenga
il respiro della vita
il battito del cuore.

“Gesù, se tu fossi stato qui”!

Piango
senza poter gridare
il dolore che mi lacera dentro
mentre bombe ci restituiscono
corpi senza vita,
affetti spezzati
senza un fiore da regalare.

“Io sono la risurrezione e la vita”!

È difficile credere
ma in te ripongo
ogni lacrima amara
ogni parola soffocata
ogni mia speranza.
E alzo gli occhi al cielo
per fissar la tua Luce.

“Gesù, anche tu piangi”?

Togli il macigno
che chiude ogni tomba
e mostri
la forza dell’amore.
Ricordi ad ogni uomo
che il pungiglione di chi semina morte
è stato spezzato.

“Lazzaro, vieni fuori”!

Gesù, il tuo grido che sale al Padre
è quello che ogni uomo eleva
per chi, tornato polvere,
giace nel riposo
e vive la certezza
che un giorno risorgerà
liberato dalle bende dell’inganno.

✠ Don Pino (Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo)

Per gentile concessione di don Pino | Fonte