Questa preghiera nasce dalla meditazione sul Vangelo della terza domenica di Quaresima, che ci presenta l’incontro di Gesù con la donna samaritana al pozzo di Giacobbe.
È una riflessione orante che ci invita a contemplare la sete di Cristo: non solo la sete fisica di quell’uomo stanco seduto sul pozzo, ma soprattutto la sua sete spirituale di essere accolto, riconosciuto e amato nel cuore di ogni persona. La preghiera ci accompagna a scoprire come Gesù, rivelando alla samaritana il suo passato, le svela contemporaneamente la sua identità di Messia e la chiama a diventare annunciatrice del suo amore.
Allo stesso modo, siamo invitati a riconoscere che il vero luogo dell’adorazione di Dio non è un tempio esteriore, ma il nostro cuore, dove Cristo desidera abitare e dove attende di essere dissetato dal dono della nostra vita, della nostra fragilità trasformata in amore.
Nel vangelo di questa terza domenica di Quaresima,
Signore, tu ci racconti il tuo incontro con la donna samaritana.
Un incontro denso di profondità,
denso di rivelazioni profonde, di intimità condivise.
Tu sveli alla donna il suo passato,
la rendi consapevole della sua storia,
ma non per fermarsi lì,
ma per lanciarla verso il futuro:
renderla missionaria, annunciatrice della tua bellezza.
E mentre riveli alla donna se stessa
riveli a lei chi sei tu:
uomo assetato,
uomo che desidera di essere riamato
con lo stesso amore che tu sei.
Uomo assetato di condividere la tua intimità profonda con noi.
Uomo assetato di rivelarci l’infinito amore del Padre.
Uomo assetato di svelarci
che il luogo dell’adorazione di Dio è il cuore dell’uomo,
perché lì tu abiti,
lì tu dimori,
lì vuoi essere riconosciuto e amato.
Uomo assetato di me,
del mio nulla,
della mia fragilità,
della mia miseria,
per rendermi degna dimora della tua stessa vita,
della tua stessa bellezza.
Uomo assetato di me…
Che io possa darti da bere,
che io possa donarti il mio cuore,
che io possa dissetare la tua sete.
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