Nel Vangelo di Giovanni, l’incontro tra Gesù e la Samaritana al pozzo ci rivela quanto sia profonda la nostra sete di senso, di verità, di amore autentico. Come quella donna, anche noi arriviamo al pozzo della vita con le nostre stanchezze, le nostre ricerche incompiute, portando anfore vuote che vorremmo riempire.
Questa preghiera nasce dal desiderio di metterci davanti al Signore con cuore aperto, riconoscendo la nostra sete spirituale e lasciandoci dissetare dall’acqua viva che solo Cristo può donarci.
Gesù, Tu che ti sei seduto stanco al pozzo di Giacobbe,
conosci la mia fatica quotidiana,
le mie ricerche incompiute,
i pozzi dove ho cercato invano di dissetarmi.
Signore, Tu che hai chiesto da bere alla Samaritana,
chiedi anche a me di aprirti il cuore,
di lasciar cadere le maschere,
di mostrarti la mia sete più profonda.
Dammi, Ti prego, della Tua acqua viva,
quella che disseta per sempre,
che zampilla per la vita eterna,
che trasforma il deserto in giardino.
Insegnami ad adorarti in spirito e verità,
a riconoscerti come il Messia,
a lasciare la mia anfora ai Tuoi piedi,
per correre ad annunciare che Ti ho incontrato.
Fa’ che anch’io possa dire: “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto”,
e portare ad altri la gioia di conoscerti,
sorgente inesauribile di amore e misericordia.
Amen.
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Spiegazione
Questa preghiera accompagna il credente a rivivere l’incontro al pozzo, riconoscendo la propria sete spirituale e aprendosi a Cristo come unica fonte di acqua viva. Attraverso il dialogo intimo con Gesù, chiediamo di essere trasformati da assetati in testimoni, lasciando le nostre sicurezze umane per diventare annunciatori della Sua presenza che disseta ogni desiderio profondo del cuore.
Spunti di applicazione pratica
- Riconoscere la propria sete: Prenditi ogni giorno un momento di silenzio per chiederti quali sono le tue vere sete profonde, distinguendo i bisogni autentici dalle dipendenze superficiali che non dissetano davvero.
- Abbattere i muri: Come Gesù ha superato le barriere con la Samaritana, cerca di superare i tuoi pregiudizi incontrando chi è diverso da te, ascoltando con cuore aperto chi normalmente eviteresti.
- Momenti di adorazione: Dedica del tempo settimanale all’adorazione eucaristica o alla preghiera silenziosa davanti al Santissimo, coltivando quell’adorazione “in spirito e verità” di cui parla il Vangelo.
- Testimonianza quotidiana: Come la Samaritana corse a raccontare il suo incontro, trova modi semplici e autentici per condividere con altri la gioia della tua fede, senza forzature ma con naturalezza.
- Lasciare l’anfora: Identifica cosa rappresenta la “tua anfora” – quelle sicurezze, abitudini o attaccamenti che ti impediscono di seguire Cristo più liberamente – e fai piccoli gesti concreti per alleggerirtene.
Domande di riflessione (personale o di gruppo)
- Quali sono i “pozzi” dove ho cercato di dissetare la mia sete di felicità, amore o senso, e perché non mi hanno soddisfatto pienamente?
- Cosa significa per me “adorare in spirito e verità”? La mia preghiera è autentica o talvolta formale e distaccata?
- Quali “anfore” (sicurezze, pregiudizi, paure) dovrei lasciare ai piedi di Gesù per essere più libero/a di seguirlo e testimoniarlo?
- Quando è stata l’ultima volta che ho sperimentato l’acqua viva di Cristo che mi ha davvero dissetato? Come posso rimanere attaccato/a a questa sorgente?
- Come la Samaritana, sono pronto/a a testimoniare Cristo nella mia vita quotidiana, anche a costo di espormi o di superare la vergogna del mio passato?
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