Novena per i defunti, settimo giorno- la gratitudine che non abbiamo vissuto

Il settimo giorno della novena per i defunti affronta il peccato più sottile, l’ingratitudine. Chi ha ricevuto la fede fin da piccolo e il sostegno di una famiglia cristiana sente ancora più grave l’aver risposto con poco amore, e questo vale per le anime del Purgatorio come per noi. La preghiera di oggi riconosce la pazienza infinita di Dio, promette riparazione e chiede che le anime liberate diventino intercessori per le nostre intenzioni.

La meditazione del settimo giorno

Il dolore immenso che provano le anime del Purgatorio e che noi possiamo alleviare, aumenta allorché essi considerano gli atti misericordiosi di Dio. In vita ebbero genitori cristiani, il dono della fede fin da piccoli, insomma tutto quanto di meglio per ricevere le grazie di Dio. Tutto ciò, ai loro occhi, rende il loro peccato di ingratitudine ancora più grave.

La preghiera del settimo giorno

O Dio Onnipotente, Dio Eterno, fui anch’io creatura ingrata. Tu mi aspettasti con infinita pazienza e rimettesti i miei peccati ripetutamente. Eppure io, dopo reiterate promesse, continuai ad offenderti.

O mio Dio nostro Padre nei cieli, abbi pietà di me! Mi dolgo e mi pento di averTi offeso e Ti prometto di riparare le mie colpe. Abbi pietà di me e dei miei fratelli in Purgatorio. Liberali dalla loro colpa e dalla loro condanna. Libera presto e concedi loro di divenire intercessori per me per tutte le mie intenzioni!

O Maria, nostro aiuto e protezione, vieni in soccorso dei nostri fratelli del Purgatorio con la Tua potente intercessione!

L’Eterno riposo e l’invocazione a Maria

L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

O Madre dei mesti, o Vergine Santa,
ai gaudi celesti conducili Tu.
Tu Madre pietosa, li porti a Gesù.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis!