Dalla fionda di Davide alla preghiera silenziosa di Santa Chiara: la forza invincibile dell’abbandono in Dio.
Di fronte alle prove titaniche della vita, quando i giganti che ci sovrastano sembrano imbattibili o la nostra fragilità ci appare insuperabile, da dove possiamo attingere il coraggio per non perderci d’animo?
Nelle Scritture e nella vita dei santi troviamo una risposta rivoluzionaria: la vera forza non risiede nelle armi umane o nelle nostre capacità, ma nella totale fiducia nella Provvidenza. Il giovane Davide affronta il gigante Golia forte unicamente dell’esperienza di protezione vissuta nel quotidiano; Santa Chiara, richiusa nel silenzio del monastero di San Damiano, trasforma la debolezza del corpo e la povertà in una fortezza inespugnabile attraverso la preghiera incessante.
Che tu ti senta chiamato a combattere una battaglia a viso aperto o a custodire nella fede il cammino di chi ami, le parole della Scrittura e il Testamento di Santa Chiara ci ricordano che il Signore non ci abbandona mai.
Lasciati ispirare da queste letture per rinnovare la tua fiducia e camminare con cuore leggero e fiducioso.
…fiduciosi e affidati all’amore del Padre…
Dal Primo libro di Samuele (1Sam 17,32-34.36-37)
Davide disse a Saul: “Nessuno si perda d’animo. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo”. Saul rispose a Davide: “Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua adolescenza”. Ma Davide disse a Saul: “Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge. Il tuo servo ha abbattuto il leone e l’orso. Il Signore, che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo”. Saul rispose a Davide: “Ebbene va’ e il Signore sia con te”.
Dal Testamento di S. Chiara (27-28: FF 2831-2832)
Dopo che l’altissimo Padre celeste, per sua misericordia e grazia, si degnò di illuminare il mio cuore perché, per l’esempio e l’insegnamento del beatissimo padre nostro Francesco facessi penitenza, poco dopo la sua conversione, unita alle poche sorelle che il Signore mi aveva donate poco dopo la mia conversione, volontariamente gli promisi obbedienza. Poi Francesco, osservando attentamente che, pur essendo deboli e fragili nel corpo, non ricusavamo nessuna indigenza, povertà, fatica, tribolazione, o ignominia e disprezzo del mondo, anzi, al contrario li ritenevamo grandi delizie sull’esempio dei santi e dei suoi fratelli, avendoci esaminato frequentemente, molto se ne rallegrò nel Signore.
Chiara, che, chiusa nel monastero, pregavi giorno e notte il Padre delle misericordie per le necessità dei suoi figli – rinnova la nostra fede nella Provvidenza di Dio.
Preghiamo
Dio, Padre delle misericordie,
fiduciose ci abbandoniamo alla fedeltà del tuo amore,
sull’esempio della madre santa Chiara;
tu, che custodisci il cammino della nostra vita,
aiutaci a procedere, confidenti e liete, sulla strada del tuo Regno
unite ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. Per Cristo nostro Signore.
Fonte: le sorelle del Monastero Santa Chiara di Cortona.



