Attraverso la Parola di Giovanni e la contemplazione di santa Chiara, questa preghiera ci guida a fissare lo sguardo sull’amore infinito di Cristo, incarnato, povero e crocifisso per la nostra salvezza.
…guardando all’umanità di Gesù.
Dalla Prima lettera di S. Giovanni apostolo (1 Gv 4,9-10)
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Dalla Quarta Lettera di S. Chiara (19-23: FF 2904)
Guarda con attenzione – dico – il principio di questo specchio, la povertà di colui che è posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli. O mirabile umiltà, o povertà che dà stupore! Il Re degli angeli, il Signore del cielo e della terra è reclinato in una mangiatoia. Nel mezzo dello specchio poi considera l’umiltà santa, la beata povertà, le fatiche e le pene senza numero che egli sostenne per la redenzione del genere umano. Alla fine dello stesso specchio contempla l’ineffabile carità, per la quale volle patire sull’albero della croce e su di esso morire della morte più vergognosa.
Chiara, che fosti ispirata dal Signore nella greppia e sulla croce: aiutaci a metterci a Sua disposizione e al Suo servizio per amore del Suo
regno.
Preghiamo
Signore, che assumendo la nostra fragile carne
ti sei fatto per noi specchio di vita,
fa’, che sull’esempio di santa Chiara,
non distogliamo mai il nostro sguardo da Te
e viviamo seguendo le tue orme.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Fonte: le sorelle del Monastero Santa Chiara di Cortona.



