Spossessato di tutto, non solo della sua fraternità, ma anche di sé, persino del suo modo di pregare e di affidarsi al mistero, è afferrato preso e ferito, in un modo indicibile nella sua stessa carne. La passione di Cristo, di cui desidera conoscere l’acerbo dolore, lascia nel suo corpo dei segni, perché l’amore non passa mai invano. È segnato da dolore e gioia insieme. È la Pasqua di Cristo che si imprime nella sua vita e nelle sue carni. Proprio mentre guarda il suo Signore, e non riesce a scoprire il senso di ciò che sta vivendo, è visitato.
L’opera di Dio va vissuta prima che pensata, agita prima che discussa. Ora Francesco è giunto a una prova di maturità interiore: deve consegnare anche la sua stessa fede e preghiera, che non può controllare.
Prima di tornare dai compagni, Francesco si riempie i polmoni di aria che sa di cielo, di muschio e erba bagnata. Cielo e terra insieme. Tra le lame di sole e la penombra dei faggi che allungano le braccia sulla sua tonaca, egli resta ferito e stupito, finalmente felice e pieno di attesa. È sempre lui, ma è nuovo: è inquieto perché sa che il cammino prosegue, ed è anche pacificato come chi, dopo aver cercato, sa di aver infine trovato il tesoro.
Ora può solo ringraziare e benedire Dio e gli uomini. E lo fa. Consegna, infatti, a frate Leone una piccola carta con una preghiera, dove ripete sempre e solo un Tu, quello dell’Altissimo. (da M. Fusarelli, Francesco di Assisi. Una vita inquieta)
S.: Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie
T.: Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza.
Rapisca, ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, affinché io muoia per amore dell’amore tuo come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio.
Questa Novena (qui puoi trovare il file PDF) è stata realizzata dalle Sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Cortona che ringraziamo per la gentile condivisione.



