A pochi giorni da grandi competizioni sportive, come la Coppa del Mondo di calcio, Papa Leone XIV dedica la sua intenzione di preghiera del mese di giugno ai valori dello sport, “per costruire comunione e fraternità nella storia”.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Signore della vita,
ti ringraziamo per il dono dello sport,
per coloro che glorificano Dio con l’esercizio del corpo,
per le amicizie che nascono sul campo
e per la gioia di giocare in squadra.
Tu ci insegni che nella vita, come nel gioco,
nessuno si salva da solo.
Abbiamo bisogno degli altri per crescere,
per imparare il rispetto, superare i limiti
e celebrare insieme le vittorie raggiunte.
Ti chiediamo che lo sport sia sempre
una scuola di fraternità e non di sterile rivalità,
uno spazio d’incontro e non d’esclusione,
una via di pace e non di violenza.
Fa’ che chi gioca, allena o sostiene
scopra nello sport un linguaggio universale
che avvicina le culture, unisce i popoli,
e semina rispetto, solidarietà e crescita personale.
Signore Gesù,
fa’ che ogni sport sia parabola di una vita vissuta con Te,
collaborando con impegno e gioia,
vivendo con umiltà nella sconfitta
e con gratitudine nella vittoria che ci offri nella tua Risurrezione.
Che non ci manchi mai il tuo Spirito,
che ci rende un’unica squadra, unita a Te,
per costruire comunione e fraternità nella storia.
Amen.
Ascolta la preghiera:

Leone XIV invita a pregare “per i valori dello sport”
L’intenzione di preghiera del Papa per il mese di giugno propone lo sport come scuola di fraternità, strumento di pace e spazio di incontro
Città del Vaticano, 2 giugno 2026. A pochi giorni da grandi competizioni sportive, come la Coppa del Mondo di calcio, Papa Leone XIV dedica la sua intenzione di preghiera del mese di giugno ai valori dello sport, “per costruire comunione e fraternità nella storia”. Attraverso la campagna “Prega con il Papa”, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa invita ogni mese i fedeli a unirsi alle intenzioni del Pontefice. Così, in giugno, l’invito è a pregare affinché lo sport sia strumento di pace, incontro e dialogo tra culture, promuovendo rispetto, solidarietà e il miglioramento personale.
All’inizio della sua preghiera, Papa Leone eleva la sua supplica al “Signore della vita”, rendendo grazie per il dono dello sport: per coloro che “glorificano Dio con l’esercizio del corpo, per le amicizie che nascono sul campo e per la gioia di giocare in squadra”. Il Pontefice chiede che lo sport sia sempre “una scuola di fraternità e non di sterile rivalità, uno spazio d’incontro e non d’esclusione, una via di pace e non di violenza”. Sottolinea inoltre come lo sport possieda “un linguaggio universale che avvicina le culture, unisce i popoli e semina rispetto, solidarietà e crescita personale”. Al termine della preghiera, il Papa si rivolge a Dio supplicando che “non ci manchi mai il tuo Spirito, che ci rende un’unica squadra, unita a Te, per costruire comunione e fraternità nella storia”.
Lo sport come via per costruire la pace
In poco più di un anno di pontificato, non è la prima volta che Papa Leone XIV richiama l’attenzione sui valori dello sport. Già il 15 giugno 2025, in occasione del Giubileo dello Sport celebrato a Roma, aveva parlato dello sport come strumento di pace: “lo sport è una via per costruire la pace, perché è una scuola di rispetto e di lealtà, che fa crescere la cultura dell’incontro e della fratellanza”. Durante l’omelia, quello stesso giorno, il Pontefice aveva inoltre sottolineato che “in una società segnata dalla solitudine, in cui l’individualismo esasperato ha spostato il baricentro dal “noi” all’“io”, finendo per ignorare l’altro, lo sport – specialmente quando è di squadra – insegna il valore della collaborazione, del camminare insieme”, divenendo così un importante strumento di ricomposizione e di incontro tra i popoli.
Più recentemente, nell’aprile 2026, ricevendo gli atleti dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina, Leone XIV ha ribadito questa stessa visione: “Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore: lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro! Non un’esibizione di forza, ma un esercizio di relazione”. Per il Papa, gli sportivi sono chiamati a essere testimoni di un linguaggio universale: “gareggiare senza odiarsi, vincere senza umiliare, perdere senza perdere sé stessi”.
Anche Papa Francesco, nel Video del Papa dell’agosto 2016 dedicato a “Lo sport, per la cultura dell’incontro”, mostrava già come lo sport possa diventare un “veicolo di fraternità” tra persone di origini diverse.
“Un ponte di dialogo che trascende frontiere, lingue e ideologie”
La cultura dello sport come strumento di pace affonda le sue radici in secoli di storia, fin dalle stesse origini dei Giochi Olimpici. La tradizione della Tregua Olimpica — conosciuta nell’Antica Grecia come Ekecheiria — nacque nel IX secolo a.C. come accordo tra città-stato in conflitto per garantire una partecipazione sicura ai Giochi, trasformando lo sport in un ponte di dialogo e di convivenza pacifica. Riprendendo quello spirito, il Comitato Olimpico Internazionale (COI) ha rilanciato questo concetto negli anni ’90, con l’obiettivo di valorizzare il potere trasformativo dello sport come strumento di pace e riconciliazione.
Il direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, padre Cristóbal Fones, afferma: “Lo sport è uno di quegli spazi unici in cui l’umanità si incontra davvero. È un ponte di dialogo che trascende frontiere, lingue e ideologie. In campo, in pista, in piscina, persone di culture e nazioni diverse condividono lo sforzo, il sacrificio, la gioia della vittoria e il dolore della sconfitta. Lo sport ci insegna la costanza, la disciplina, il valore del lavoro ben fatto, l’umiltà davanti ai propri limiti. E forse la cosa più bella: ci ricorda che nessuno vince davvero da solo. Abbiamo bisogno dell’altro. Per questo il Papa ci invita a pregare affinché questi valori così umani — il rispetto, la solidarietà, la crescita personale — non restino confinati al campo di gioco, ma trasformino il nostro modo di vivere insieme nel mondo”.
La Rete Mondiale di Preghiera del Papa
La Rete Mondiale di Preghiera del Papa è un’Opera Pontificia affidata alla Compagnia di Gesù. È presente in oltre 90 Paesi e riunisce una comunità spirituale di più di 22 milioni di persone, impegnate a vivere ogni giorno con disponibilità a collaborare alla missione di Cristo. Al centro di questa missione vi sono le intenzioni mensili di preghiera del Papa, che invitano a concentrarsi sulle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa.
Fondata nel 1844 come Apostolato della Preghiera, nel dicembre 2020 Papa Francesco l’ha istituita come Fondazione Vaticana e ne ha approvato gli statuti definitivi nel luglio 2024.


