Quando la fede incontra la certezza dell’amore divino, nasce una preghiera che è insieme confessione e abbandono.
Questo atto di fede in Gesù Cristo raccoglie l’essenza della relazione personale con il Salvatore: riconoscerlo come volto misericordioso del Padre, affidarsi alla sua conoscenza profonda di noi, ricevere il perdono che rialza dalle fragilità e aprirsi al dono della vita eterna. Una preghiera che risuona come risposta d’amore a chi ci ha amati per primo, invitandoci a credere e ad amare senza riserve.
Dio dei viventi, che hai manifestato la tua compassione nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro, ascolta con benevolenza il gemito della tua Chiesa, e chiama a vita nuova coloro che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Signore Gesù, credo che tu
sei mio Dio e mio Salvatore,
volto misericordioso del Padre.
Credo che solo tu
mi conosci fino in fondo
e sai ciò che è bene per me.
Credo che solo tu
puoi perdonare i miei peccati
e risollevarmi dalle mie fragilità.
Credo che solo tu
mi raggiungi nella morte
e mi doni la vita eterna.
Credo in te, Signore Gesù,
e ti amo sopra ogni cosa
perché tu mi hai amato per primo.
(da, Andrea Vena, Il respiro della lode, ed. Sanpino)


