La preghiera “Vieni, Signore Gesù, che aspettiamo” è una riflessione profonda sul tema dell’attesa, della fede e della speranza. In essa, chiediamo di riconoscere la presenza di Gesù nelle piccole e grandi trasformazioni del nostro quotidiano, imparando a vedere i segni della Sua venuta non solo nel frastuono, ma nei gesti concreti di amore che cambiano il mondo.
Signore Gesù,
come Giovanni il Battista nel buio del carcere,
anche noi talvolta ci sentiamo prigionieri:
rinchiusi nelle nostre incertezze,
dietro le sbarre delle nostre domande irrisolte.
Quando la vita non va come avevamo immaginato,
o quando il silenzio sembra troppo pesante,
dal profondo del cuore sale il nostro grido:
“Sei Tu colui che deve venire,
o dobbiamo aspettare un altro?”
Ti preghiamo, non lasciarci soli in questa attesa.
Donaci lo sguardo limpido della fede
per vedere i Tuoi segni oggi.
Insegnaci a riconoscere la Tua presenza
non nel frastuono,
ma nelle opere di amore che trasformano il mondo:
laddove i ciechi all’egoismo iniziano a vedere il prossimo,
laddove chi è zoppicante per la fatica
trova la forza di rialzarsi,
laddove la speranza viene annunciata
ai poveri e agli sfiduciati.
Aiutaci a non essere “canne sbattute dal vento”,
che ondeggiano seguendo le mode
o le paure del momento.
Rendici invece saldi come profeti,
capaci di preparare la Tua via
nel deserto della quotidianità.
Togli dal nostro cuore
lo scandalo della Tua umiltà,
affinché possiamo accoglierTi
non come un Dio potente che schiaccia,
ma come il Dio amorevole
che guarisce e salva.
Vieni, Signore Gesù,
Tu sei Colui che aspettiamo. Amen!
Per gentile concessione di don Lucio D’Abbraccio.


