Vieni Spirito Santo, infiamma la nostra debolezza

Ci sono momenti in cui ci sentiamo bloccati, intrappolati nei nostri silenzi e nelle nostre paure, incapaci di uscire dalle stanze chiuse del cuore.

Questa preghiera allo Spirito Santo nasce proprio da lì: dal riconoscimento della nostra fragilità e dal desiderio profondo di essere visitati da quella presenza che scuote, illumina e riaccende. Non chiede perfezione, ma offre semplicemente la nostra vita ordinaria, con tutte le sue crepe, affinché lo Spirito possa posare la sua fiamma anche su di noi e renderci capaci di amare, parlare e vivere come comunità unite dalla grazia.


Il soffio inarrestabile

Vieni, Spirito Santo.
Entra in questo giorno nelle nostre case chiuse, nei nostri silenzi ostinati e nelle nostre paure,
fin dentro quelle stanze del cuore dove nessuno riesce ad arrivare.
Vieni come un vento impetuoso che nessuna porta umana può fermare,
scuoti ciò che in noi si è addormentato
e rimetti in piedi ciò che sembrava caduto per sempre.

Scendi su di noi come fuoco vivo,
non per distruggere, ma per illuminare le tenebre e bruciare l’orgoglio che ci divide.
Tu che nel Cenacolo posasti la tua fiamma su ciascuno,
non sui più bravi o sui più santi, ma su tutti,
posa la tua luce anche su di noi,
su questa vita ordinaria che ti offriamo con tutte le sue crepe e le sue stanchezze.

Tu che apristi le bocche dei timidi e facesti di lingue diverse un’unica lode,
insegnaci a parlare la lingua che salva:
quella della bontà che non cerca pubblico,
della verità che non teme il silenzio
e della misericordia che non tiene mai il conto dei torti ricevuti.
Raduna le nostre vite disperse,
affinché noi, che viviamo sotto lo stesso tetto, non ci ignoriamo più,
e noi, che condividiamo lo stesso cammino, smettiamo di procedere come estranei.

Fa’ che le «grandi opere di Dio» non restino parole ascoltate e dimenticate,
ma diventino carne, pane spezzato, amore vissuto.
Vieni, Spirito Santo.
Non aspettare che siamo pronti,
perché da soli non lo saremo mai.
Vieni adesso, in questo momento esatto, e infiamma la nostra debolezza.
Amen.


Per gentile concessione di don Lucio d’Abbraccio.