Una voce di intercessione per guarire l’umanità, un’invocazione alla pace, alla speranza e alla fratellanza.
Lascia che venga la pioggia e lavi via
gli antichi rancori,
gli odi amari trattenuti e nutriti
nel corso di generazioni.
Lascia che la pioggia lavi via
il ricordo del dolore, dell’incuria.
Allora lascia che il calore del sole
ci guarisca ovunque siamo spezzati.
Lascia che bruci la nebbia così
possiamo vederci bene,
oltre le etichette, gli accenti,
il sesso o il colore della pelle,
così possiamo condividere le gioie
e sentire i dispiaceri dei nostri vicini.
Lascia che la terra,
nutrita dalla pioggia, faccia nascere
giardini per darci speranza.
E le montagne insegnino ai nostri cuori
ad arrivare in cielo.
Preghiera tradizionalmente attribuita al Rabbino Harold Kushner, voce spirituale di riconciliazione e speranza. La fonte testuale esatta non è sempre identificata nei canali ufficiali.
Una preghiera di intercessione per l’umanità
Questa è una preghiera per il mondo, una supplica rivolta a Dio affinché guarisca le ferite collettive dell’umanità. Si chiede che la natura stessa — pioggia, sole, terra e montagne — diventi strumento di pace, speranza e riconciliazione tra i popoli.
È una preghiera di intercessione, poiché parla a nome di tutti e per tutti: per chi porta dentro sé rancori antichi, per chi è ferito, per chi è diviso, per chi ha perso la speranza.
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