Da un antico santino torinese del 1949 arriva questa preghiera a San Domenico Savio, il giovane allievo di don Bosco morto a quasi quindici anni. Ci rivolgiamo a lui per chiedere di imitarne le virtù, di ricevere docilità alla grazia, di restare lontani dal peccato e uniti a Dio. Recitala nella sua festa, il 6 maggio, o in ogni momento in cui affidi al suo aiuto le tue intenzioni.
O Beato Domenico Savio,
che nel breve corso della tua vita terrena
aspirasti continuamente al Cielo,
dove ora godi il premio delle tue virtù,
fa’ che anche noi,
imitando i tuoi esempi,
possiamo arrivare un giorno
a godere con te la beatitudine eterna.
A questo fine ottienci dal Signore
la docilità alla sua santa grazia,
che ci allontani sempre dalla colpa
e ci tenga strettamente uniti a Dio.
A te affidiamo le nostre umili preghiere;
portale tu al trono di Dio,
avvalorate dalla tua efficace intercessione.
Così sia.
Pater, Ave, Gloria.
È una preghiera di intercessione rivolta a Domenico Savio (1842-1857), l’allievo di san Giovanni Bosco. Viene da un santino stampato a Torino con nulla osta del 22 dicembre 1949, quando Domenico era vicino alla beatificazione: per questo il testo lo chiama “Beato”. È stato canonizzato nel 1954. Il tema è il desiderio del Cielo e l’imitazione delle sue virtù. Le intenzioni sono tre: la docilità alla grazia, la lontananza dal peccato e l’unione stretta con Dio. Chi prega gli affida le proprie preghiere perché le porti al trono di Dio. Non ci sono citazioni bibliche esplicite. L’eco di Ap 8,3-4 (le preghiere dei santi che salgono davanti al trono) è implicita. Non è legata a una domenica; la festa è il 6 maggio.



