Nel silenzio che precede il lancio, quando il vuoto si apre sotto i piedi e il cuore batte forte nel petto, i paracadutisti d’Italia hanno sempre portato con sรฉ una preghiera antica.
Nata dalla tradizione militare e dalla devozione a San Michele Arcangelo, protettore dei soldati, questa invocazione accompagna chi sceglie di affidarsi al cielo nell’adempimento del dovere. ร un dialogo intenso con Dio che intreccia coraggio e fede, sacrificio e speranza, affidando alla
Provvidenza non solo la propria vita, ma anche i volti cari lasciati a terra. Una preghiera che parla di giovinezza offerta, di patria servita, di madri che attendono, e di quel sorriso divino cercato nell’alba di ogni nuovo giorno.
Eterno immenso Iddio,
che creasti spazi e ne misurasti le misteriose profonditร ,
guarda benigno a noi, Paracadutisti d’Italia
che nell’adempimento del Dovere,
balzando dai nostri apparecchi,
ci lanciamo nella vastitร dei cieli.
Manda l’Arcangelo San Michele a nostro custode,
guida e proteggi l’ardimentoso volo,
come nebbia al sole,
davanti a noi siano dissipati i nostri nemici.
Candida come la seta del paracadute
sia sempre la nostra fede
e indomito il coraggio.
La nostra giovane vita รจ tua, o Signore!
Se รจ scritto che cadiamo, sia!
Ma da ogni goccia del nostro sangue,
balzino gagliardi figli e fratelli,
orgogliosi del nostro passato,
sempre degni del nostro immancabile avvenire.
Benedici, o Signore, la nostra Patria,
le famiglie, le nostre Mamme,
le spose, le sorelle e fidanzate.
Signore, i nostri cari!
Per loro, nell’alba e nel tramonto,
sempre la nostra vita!
E per noi, o Signore,
il Tuo glorificante sorriso!
E cosรฌ sia.



