Spesso il nostro cuore, 

come quella mano, 

è paralizzato.

A causa di una scelta sbagliata,

di una storia segnata,

della paura,

dei troppi ragionamenti.

Ma non è la fine, 

perché può sempre tornare 

a battere,

a scaldarsi e a scaldare,

a fare ciò per cui ci è stato donato:

amare fino all’ultimo respiro.

Sta a noi, 

allora, 

accogliere o meno questa chiamata,

scegliere se essere figli liberi 

dal cuore di carne

o anime in pena dal cuore indurito.

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