Mio Dio, mi Ami?… Ti amo, mio Signore?
Quando sono scosse le fondamenta
il giusto che cosa può fare?
Il dolore è un terremoto nel cuore
che crea fratture profonde
nelle relazioni personali,
e suscita domande laceranti
come le ferite inferte dalla morte:
Dove sei Dio quando l’uomo piange?
Perché sei assente
quando la mano della morte
ruba l’anima e la speranza?
Sei un Dio misterioso,
avvolto nel silenzio come in un manto.
Il tuo silenzio, o Dio,
è il vuoto in cui si perde
chi ha una risposta per ogni cosa,
pietra di scandalo di chi
Ti cerca nel santuario delle proprie convinzioni
e appiattisce le promesse celesti
sulle aspettative mondane.
Ma Tu conosci i miei dubbi,
sai quanta confusione regna nel mio cuore,
non ti sono estranee le mie lacrime,
le conservi nella tua memoria,
ti fai carico del peso delle mie fragilità.
Vieni, Signore Gesù,
guarisci e consola la fede inferma;
chiamami a te, risveglia la speranza
e orientala ai beni eterni;
piegati ai miei piedi e
lavali con le tue lacrime;
rendi feconda la carità,
generatrice di giustizia.
Nei passaggi esodali della vita
la Tua parola guidi i passi dei tuoi discepoli
spingendoli fuori
dalle tane o dai sepolcri
oltre i recinti di protezione
verso mondi stranieri ma non estranei.
Aiutami ad ascoltarti nella tua assenza,
a riconoscerti prossimo nel tuo silenzio,
ad interrogarmi con le tue domande provocatorie,
a mettermi in cammino
seguendo le tue orme inquietanti.
Quando l’impeto della prova,
come una furiosa tempesta,
spezza la canna già incrinata
e spegne la debole fiamma della speranza,
donami il tuo Spirito che
tenga acceso il desiderio di Dio,
mi dia la illuminata conoscenza di me,
non come di servo inadempiente
giudicato e condannato dal giudice,
ma figlio onorato e amato dal Padre.
Amen.


