La Fede che salva e rende grazie
Signore Gesù, Maestro buono,
ci presentiamo a Te come i dieci lebbrosi del Vangelo: da lontano,
consapevoli delle nostre fragilità, delle “lebbre” dell’anima che ci isolano da Te e dai fratelli.
Con loro gridiamo la nostra supplica:
“Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”
Tu ascolti sempre il nostro grido,
anche quando pensiamo di essere indegni o distanti.
Non ci chiedi altro che un passo di fiducia,
un atto di obbedienza alla tua Parola,
così come hai chiesto a loro di andare a presentarsi ai sacerdoti.
Donaci la forza di credere nella tua promessa,
anche quando la guarigione non è ancora visibile ai nostri occhi.
Ti ringraziamo, Signore,
per tutte le volte che ci hai purificato e sanato nel corpo e nello spirito.
Spesso, però, come i nove lebbrosi,
riceviamo i tuoi doni e proseguiamo il nostro cammino distrattamente,
dimenticando di tornare a Te per lodarti e ringraziarti.
Perdona la nostra ingratitudine e la nostra superficialità.
Fa’ che in noi arda lo stesso spirito del samaritano,
considerato straniero ed escluso,
che seppe riconoscere in Te la fonte della sua salvezza.
Egli non solo fu guarito, ma fu salvato dalla sua fede,
una fede che si è fatta lode, adorazione e gratitudine.
Donaci un cuore che sappia stupirsi dei tuoi benefici,
un cuore che non dia mai per scontato il tuo amore.
Insegnaci a tornare sempre ai tuoi piedi,
per offrirti il nostro grazie,
che è la più bella confessione della nostra fede in Te.
Che la nostra vita intera possa diventare un “tornare indietro”
per rendere gloria a Dio,
riconoscendo che ogni bene viene da Te.
E quando ci dirai: “Àlzati e va’”,
fa’ che possiamo camminare nel mondo
come testimoni gioiosi della salvezza che ci hai donato.
Amen!
Per gentile concessione di don Lucio D’Abbraccio.
Breve Spiegazione
Una preghiera intensa e riconoscente a Gesù, che invita a tornare a Lui con cuore grato, come il samaritano guarito del Vangelo.



