Mensa umano mistero

Nel silenzio delle nostre tavole quotidiane si nasconde un mistero: quello dell’incontro tra l’uomo e Dio.
La preghiera “Mensa umano mistero” di Adriana Zarri ci invita a riscoprire il valore dell’Eucaristia come gesto di comunione, ma anche come celebrazione dell’amicizia e della condivisione umana.
Ogni pasto diventa così un piccolo altare, dove la presenza di Cristo trasforma la convivialità in esperienza di amore e di gratitudine.


Tu ti sei seduto a cena.
Oh, sì, ma non era una cena come tutte le altre,
sebbene tutte le altre le fossero ordinate:
era una cena unica,
in cui tu eri commensale e vivanda;
e gli apostoli mangiarono con te e di te.

Ma prima di considerare il mistero eucaristico,
lasciaci considerare questo semplice
e dolce “mistero” umano della mensa,
che tu tante volte
hai voluto condividere con i tuoi amici.

L’Eucaristia è il sacramento della tavola,
così come la tavola
è il sacramento della nostra amicizia.

Perciò, prima di farci il dono dell’Eucaristia,
facci, Signore, il dono della cena:
della semplice mensa degli uomini,
della condivisione dell’amore e dei beni,
della cordialità del pacato discorrere
e del calore del volersi bene.

Dacci di sapere cenare in amicizia,
come facevi a casa tua,
come facevi a Cafarnao nella casa di Pietro,
e a Betania, nella casa di Lazzaro;
come facesti a Gerusalemme, nel Cenacolo.

Donaci amore per invitare amici,
ospitalità per servirli,
cordialità per discorrere con loro,
gioia per mettere la tovaglia bella,
letizia per versare il vino dolce.

E fa’ sì che in ogni pranzo e in ogni cena
avvertiamo la tua visibile presenza,
ospite sempre invitato, amico sempre amato,
nostro pane, nostro vino,
nostro banchetto eterno.

Adriana Zarri

Adriana Zarri (1919–2010) è stata una teologa, scrittrice e mistica italiana, tra le figure più originali e profetiche del pensiero cristiano contemporaneo.
Nata a San Lazzaro di Savena (Bologna), scelse di vivere come eremita laica in una casa di campagna tra le colline piemontesi, dedicandosi alla preghiera, alla contemplazione e alla riflessione teologica.

La sua spiritualità, profondamente eucaristica e incarnata, univa la contemplazione del mistero di Dio alla concretezza della vita quotidiana.
Con una scrittura limpida e poetica, Adriana Zarri seppe parlare del Vangelo con libertà interiore, denunciando le rigidità ecclesiastiche e proponendo una fede viva, fatta di amore, silenzio e giustizia.

Fu collaboratrice di importanti riviste come Il Regno, Rocca, Avvenire e Il Manifesto, e autrice di opere come Erba della mia erba, Un eremo non è un guscio di lumaca e Quasi una preghiera.
La sua voce resta un punto di riferimento per chi cerca un cristianesimo autentico, capace di unire interiorità, libertà e comunione.