Il Vangelo di Giovanni 8,51-59 ci presenta uno dei momenti più intensi della rivelazione di Gesù: la proclamazione della sua eternità e divinità. In questo brano, Cristo ci invita ad accogliere la sua Parola come fonte di vita immortale, rivelandosi come l’Io Sono che precede ogni tempo. Questa preghiera nasce dal desiderio di incontrare Cristo come Parola che vince la morte e ci introduce nell’eternità di Dio.
Signore Gesù, Parola Eterna, Tu che sei prima di ogni tempo e oltre ogni tempo, accogli il nostro cuore che cerca rifugio nella tua Parola. Come hai promesso ai discepoli, fa’ che osservando le tue parole non vediamo la morte, ma la vita che non ha fine.
Tu che hai proclamato: “Io Sono”, rivelandoti come il Dio vivente, aiutaci a riconoscerti presente nella nostra storia. Abramo ha esultato nel vedere il tuo giorno: donaci anche a noi la gioia di incontrarti oggi, nella semplicità della nostra fede quotidiana.
Quando la paura della morte ci assale, quando il tempo ci sembra nemico, ricordaci che tu sei l’eterno presente, l’alfa e l’omega, il principio e la fine. La tua Parola è lampada ai nostri passi e luce che non si spegne.
Liberaci dalla presunzione di comprendere tutto, dalla tentazione di ridurre il mistero alle nostre misure. Come i Giudei del Vangelo hanno rifiutato la tua verità, preservaci dall’indurire il cuore davanti alla tua rivelazione. Aprici invece all’ascolto umile e fiducioso.
Custodisci in noi la tua Parola, perché diventi carne della nostra carne, vita della nostra vita, speranza della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore, Parola fatta carne, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
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Spiegazione
Questa preghiera contempla Cristo come Parola eterna che precede il tempo e vince la morte. Riflette sulla promessa di vita eterna per chi custodisce la sua Parola e sulla rivelazione dell’identità divina di Gesù (“Io Sono”). Invoca la grazia di riconoscere Cristo presente oggi, superando paura e incomprensione.
Spunti di applicazione pratica
- Lettura quotidiana del Vangelo: Dedicare 10 minuti ogni giorno alla Parola di Dio, non come semplice lettura ma come incontro personale con Cristo vivente, custodendo nel cuore una frase che ci colpisce.
- Fiducia oltre la paura della morte: Nelle situazioni di malattia, lutto o ansia per il futuro, ripetere la promessa di Gesù: “Chi osserva la mia parola non vedrà la morte in eterno”, trasformando la paura in affidamento.
- Riconoscere Cristo nel presente: Cercare la presenza di Gesù negli eventi quotidiani, nelle persone incontrate, nelle piccole gioie e difficoltà, vivendo l’oggi come il “giorno del Signore”.
- Umiltà nell’ascolto: Quando affrontiamo questioni complesse di fede o ci troviamo in discussioni religiose, mantenerci aperti e umili come Maria, evitando la presunzione di avere già tutte le risposte.
- Testimonianza della Parola: Condividere con qualcuno, almeno una volta a settimana, come una parola del Vangelo ci ha aiutato o illuminato, diventando così evangelizzatori nella semplicità della vita ordinaria.
Domande di riflessione (personale o di gruppo)
- Quali sono le “parole” che custodisco nel cuore? Rifletto sulle promesse di Gesù che hanno trasformato la mia vita e su come posso coltivarle meglio nella preghiera quotidiana?
- In quali momenti ho sperimentato la paura della morte (fisica, relazionale, spirituale) e come la promessa di Cristo può illuminare queste zone d’ombra della mia esistenza?
- Abramo esultò vedendo il giorno di Cristo: dove e come riconosco oggi la presenza del Signore nella mia storia personale, nella mia famiglia, nella mia comunità?
- Ci sono aspetti del mistero di Dio che tendo a ridurre alla mia comprensione o situazioni in cui, come i Giudei del Vangelo, “prendo pietre” per rifiutare una verità scomoda?
- Quale parola concreta del Vangelo il Signore mi chiede di “osservare” questa settimana, traducendola in gesti, scelte, relazioni vissute diversamente?
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