Sul monte della luce che ferisce

La Trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor rappresenta uno dei momenti più intensi e misteriosi del Vangelo, dove la gloria divina irrompe nella storia attraverso il volto luminoso di Gesù.

Questa preghiera ci invita a sostare in quel luogo santo dove Dio Padre rivela al mondo l’identità profonda del Figlio, non per trattenerci nell’estasi della luce, ma per accompagnarci con quella stessa luce lungo il cammino quotidiano che scende a valle, verso le fatiche della vita e il mistero della croce.

È un’invocazione che chiede di custodire la memoria della gloria per riconoscere Cristo anche nel volto sfigurato del dolore, ricordandoci che la vera luce non si spegne mai: si dona.


Signore Dio,
ci conduci con te su un alto monte, in disparte.
Ci sottrai al rumore, alle opinioni, alla fretta
che appanna lo sguardo e ci impedisce
di riconoscere la presenza del tuo Figlio.

Davanti a noi egli si trasfigura.
Il suo volto brilla,
le sue vesti diventano candide come la luce,
e comprendiamo che la gloria non è evasione dalla storia,
ma verità nascosta dentro la carne.

Vorremmo fermare quell’istante.
Anche noi, come Pietro, balbettiamo:
«È bello per noi essere qui».
Ma tu non ci lasci costruire tende per imprigionare la luce,
né ci permetti di trasformare questa rivelazione
in un comodo rifugio spirituale.

Dalla nube luminosa scende la tua voce:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo».
Non chiedi di ammirarlo.
Non chiedi di trattenerlo.
Comandi di ascoltarlo.

E noi ci accorgiamo di quante parole ascoltiamo ogni giorno,
tranne le sue.
La tua voce esige silenzio, docilità e conversione.

Padre santo,
quando la nube del tuo mistero ci avvolge
e la tua grandezza ci supera,
insegnaci a non cedere al timore.
Quando cadiamo con la faccia a terra,
schiacciati dalla distanza tra la nostra povertà e la tua santità,
fa’ che sentiamo il tocco del tuo Figlio
e il suo comando: «Alzatevi e non temete».

Fa’ che la tua Chiesa non cerchi solo il Cristo sfolgorante del Tabor,
ma lo segua con obbedienza fedele lungo il sentiero che scende a valle,
verso Gerusalemme,
là dove ci attendono la fatica e il mistero della croce.

Custodisci in noi la memoria di questa luce.
E quando non vedremo che un volto sfigurato,
ricordaci il suo volto trasfigurato.
Quando la notte sembrerà prevalere,
ricordaci che la vera luce non si spegne: si dona.

Amen.


Per gentile concessione di don Lucio d’Abbraccio.