Quando la vita ci rende sordi alle chiamate più profonde, questa preghiera diventa un grido sincero rivolto a Cristo perché tocchi i nostri orecchi e la nostra lingua. Ispirata al miracolo evangelico del sordomuto guarito, ci conduce a riconoscere le resistenze interiori che ci allontanano dall’ascolto autentico della Parola: ipocrisie, pettegolezzi, false sicurezze.
È un’invocazione che chiede la grazia di uscire dalla folla delle distrazioni per entrare in disparte con Gesù, lasciandoci trasformare dal suo Spirito affinché la nostra esistenza diventi testimonianza luminosa, pane spezzato e condiviso, segno concreto della speranza che non delude.
Signore Gesù,
toccami gli orecchi
e fammi ascoltare la tua parola.
Toccami con la saliva la lingua
e sciogli il nodo delle mie ipocrisie,
dei miei pettegolezzi
e del mio brontolare.
Donami il coraggio di dare la tua Parola
a quanti hanno sete di Verità.
Chiamami in disparte con te,
fammi uscire dalle mie false sicurezze.
Donami il tuo Spirito, o Signore,
perché io sappia ascoltarti e risponderti.
Vinci in me tutte le resistenze,
che mi rendono sordo
alla tua chiamata.
Allora i miei occhi vedranno
realizzate tutte le promesse.
Allora la mia vita darà compimento
alle tue promesse,
piccolo segno luminoso
di una lieta novella di speranza;
frammento di un pane spezzato
e condiviso per sempre.
Amen.
Per gentile concessione di Don Sergio Carettoni – sito.



