Nel Vangelo di Luca, Gesù ci racconta la storia del ricco e di Lazzaro per scuoterci dalla nostra indifferenza. Il ricco aveva tutto, ma non vedeva il povero alla sua porta.
Questa preghiera nasce dal desiderio di chiedere al Signore di aprire i nostri occhi spirituali, perché possiamo riconoscere Cristo nei fratelli che soffrono accanto a noi. È un cammino di conversione che inizia dallo sguardo e arriva al cuore.
Signore Gesù, che hai pianto per Lazzaro tuo amico, insegnami a vedere chi soffre accanto a me. Troppo spesso vivo nella mia abbondanza senza accorgermi del fratello alla mia porta, che attende un gesto, una parola, un po’ di pane.
Perdonami per le volte che ho distolto lo sguardo, per quando ho preferito la mia comodità alla fatica di farmi prossimo. Converti il mio cuore indurito e aprimi gli occhi dell’anima.
Aiutami a riconoscere Te in ogni povero, in chi è solo, malato, straniero, affamato. Fa’ che non passi oltre indifferente, ma mi fermi come il buon Samaritano per fasciare le ferite dei miei fratelli.
Donami un cuore misericordioso che sappia condividere non solo il superfluo, ma anche il necessario. Liberami dall’egoismo che mi rende cieco e dall’avidità che mi chiude nell’io.
Insegnami, Signore, che è adesso il tempo favorevole: non quando sarà troppo tardi, ma oggi, in questa vita, dove Tu mi chiami a costruire il tuo Regno amando i più piccoli tra i miei fratelli.
Amen.
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Spiegazione
Questa preghiera di domanda chiede la grazia di vedere Cristo nei poveri e superare l’indifferenza. Ispirata alla parabola del ricco e Lazzaro, invoca conversione del cuore, capacità di riconoscere i bisognosi accanto a noi e coraggio di agire con misericordia concreta prima che sia troppo tardi.
Spunti di applicazione pratica
- Ascolto attivo: Quando qualcuno ti racconta una sofferenza, non cambiare subito discorso o minimizzare: ascolta veramente, accogli il dolore dell’altro come prezioso dono di fiducia.
- Guardare negli occhi: Quando incontri un mendicante o una persona in difficoltà, fermati un attimo a guardarla negli occhi e riconoscere la sua dignità umana, prima ancora di decidere se e come aiutare.
- Condivisione concreta: Scegli una volta alla settimana di donare non solo il superfluo, ma qualcosa che ti costa, come tempo prezioso per il volontariato o un bene di cui avresti bisogno.
- Mappare le povertà vicine: Dedica tempo a conoscere le realtà di povertà nel tuo quartiere: chi sono i senza fissa dimora, quali famiglie sono in difficoltà, dove si trovano i centri di ascolto.
- Digiuno dai privilegi: Una volta al mese rinuncia volontariamente a un comfort o privilegio (ristorante, acquisto non essenziale) e dona l’equivalente economico a chi ha bisogno.
Domande di riflessione (personale o di gruppo)
- Chi è il “Lazzaro” alla mia porta? C’è qualcuno nel mio ambiente quotidiano (lavoro, famiglia, vicinato) che soffre e che io fingo di non vedere?
- Cosa mi impedisce di vedere? Quali sono le “abbondanze” o distrazioni che mi rendono cieco ai bisogni degli altri? Lavoro, smartphone, preoccupazioni personali, paura?
- Come reagisco quando incontro la povertà? Provo fastidio, imbarazzo, pietà superficiale o vera compassione che mi spinge ad agire?
- Cosa significa per me “condividere il necessario”? Sono disposto a rinunciare a qualcosa di importante per me per aiutare un fratello, o dono solo ciò che non mi serve?
- Sto rimandando la conversione? Penso “domani sarò più generoso” o “quando avrò più tempo aiuterò”? Cosa posso fare concretamente oggi per iniziare il cambiamento?
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