Questa preghiera nasce dal profondo riconoscimento della sete spirituale che abita in ciascuno di noi: un desiderio di pienezza che spesso cerchiamo di colmare con ciò che il mondo offre, salvo poi scoprire che solo in Cristo il nostro cuore trova vera pace.
Ispirata al celebre pensiero agostiniano “il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”, questa supplica ci invita a portare davanti a Gesù la nostra arsura interiore, riconoscendo che siamo creati per cose grandi, belle, vere ed eterne: per Lui.
È un grido sincero dell’anima che chiede la sapienza dell’Amore divino per rispondere alle domande più profonde del cuore e per non lasciarsi ingannare da false promesse di felicità.
O Dio, sorgente della vita, che offri all’umanità l’acqua viva della tua grazia, concedi al tuo popolo di confessare e di adorarti in spirito e verità.
Signore Gesù,
il mio cuore è arido e assetato
e spesso mi accosto a pozzi di acqua contaminata,
illuso che la mia sete venga placata
velocemente e piacevolmente.
Ma poi… non resta che amarezza, vergogna, confusione.
Dammi la sapienza del tuo Amore per saper rispondere con verità alle legittime domande del cuore.
Perché anche il mio cuore è fatto per cose grandi, belle, vere.
Per cose eterne. Per cose tue.
Ed è inquieto finché non riposa in te.
(da, Andrea Vena, Il respiro della lode, ed. Sanpino)

