Nel Vangelo di Marco (Mc 3,1-6) Gesù entra in sinagoga e guarda un uomo con la mano paralizzata. Attorno a Lui ci sono occhi che controllano, cuori rigidi, regole più importanti delle persone. Gesù pone una domanda semplice e decisiva: è lecito fare il bene o il male?
Questa preghiera nasce da quello sguardo e da quella scelta, per chiedere un cuore capace di fare il bene senza rimandare.
Signore Gesù,
tu vedi ciò che è bloccato in me,
le mani che non riescono più a donare,
i gesti che ho smesso di compiere per paura o comodità.
Davanti a te non ci sono sabati da difendere,
ma persone da rialzare.
Non ci sono regole da usare come scudo,
ma vite che attendono di essere toccate.
Guarisci la mia mano paralizzata,
quando so qual è il bene
ma rimando,
quando vedo il bisogno
ma resto fermo.
Liberami da un cuore indurito,
che osserva invece di amare,
che giudica invece di servire.
Insegnami a scegliere il bene subito,
anche quando costa,
anche quando espone,
anche quando rompe abitudini sicure.
Fa’ che la mia fede abbia mani vive,
capaci di cura,
di coraggio,
di misericordia concreta.
Amen.
Spiegazione
Questa preghiera è ispirata al gesto profetico di Gesù in Mc 3,1-6, dove la guarigione della mano paralizzata diventa segno di una fede viva. Gesù non ignora la legge, ma la riporta alla sua verità più profonda: il bene dell’uomo.
La preghiera chiede di essere guariti non solo fisicamente, ma interiormente: dalla paura, dal rinvio, dall’indifferenza. È un invito a vivere il Vangelo come scelta concreta del bene, anche quando questo rompe equilibri e provoca opposizione.
Spunti di applicazione pratica
- Fare il bene quando è possibile, senza aspettare il “momento giusto”.
- Mettere le persone prima delle abitudini e delle regole non essenziali.
- Riconoscere le proprie “mani paralizzate”: gesti di amore rimandati.
- Avere il coraggio di scelte evangeliche anche quando non sono approvate.
- Vivere la fede come azione concreta e non solo come osservanza.
Domande di riflessione (personale o di gruppo)
- Qual è oggi la mia “mano paralizzata”, ciò che potrei fare per il bene ma non faccio?
- In quali situazioni metto le regole davanti alle persone?
- Quando ho rimandato un gesto di amore per paura o comodità?
- Cosa significa per me, oggi, scegliere il bene senza rimandare?
- Che tipo di comunità diventiamo se il bene è sempre posticipato?
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