Il Vangelo ci mostra un Gesù che non ha paura di avvicinarsi alla fragilità. Davanti al lebbroso, Gesù non si ritrae: tocca, guarisce, restituisce dignità. Questa preghiera nasce dal desiderio di essere raggiunti da quella stessa misericordia.
PREGHIERA
Gesù che tocchi senza paura,
mi avvicino a Te così come sono,
con le mie ferite visibili
e quelle che porto nel cuore.
Tu non ti allontani,
non mi giudichi,
ma stendi la mano
e mi rendi nuovo.
Purifica ciò che è spezzato,
rialza ciò che è escluso,
restituisci speranza
a ciò che sembrava perduto.
Gesù che tocchi e rendi nuovo,
insegnami a fidarmi di Te
e a camminare nella libertà
di chi è stato guarito.
Amen.
Spiegazione
In Mc 1,40-45 Gesù infrange ogni barriera pur di salvare l’uomo. Il suo tocco non è solo guarigione fisica, ma restituzione di dignità e relazione. La preghiera riconosce il bisogno di essere raggiunti da una misericordia che non teme il nostro limite.
Spunti di applicazione pratica
- Accogliere le proprie fragilità senza vergogna.
- Avvicinarsi a Gesù con fiducia e verità.
- Non escludere chi è ferito o diverso.
- Credere che la misericordia può sempre ricominciare.
- Vivere la guarigione come testimonianza.
Domande di riflessione (personale o di gruppo)
- Dove ho bisogno di essere toccato da Gesù?
- Quali paure mi impediscono di fidarmi?
- So accogliere la fragilità degli altri?
- Come vivo la misericordia ricevuta?
- In che modo posso restituire dignità?
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