La Settimana Santa ci invita a sostare davanti al mistero dell’amore tradito eppure fedele. Questa preghiera nasce dal cuore del discepolo che riconosce le proprie fragilità e si lascia interrogare dalla domanda che risuonò nell’ultima cena: “Sono forse io?“.
È un’invocazione sincera per attraversare questi giorni santi non come osservatori distanti, ma come cuori che si aprono alla misericordia, consapevoli che nessun tradimento può vincere l’amore di Cristo. Un cammino di conversione autentica verso la luce pasquale.
Signore Gesù,
in questo giorno santo mi fermo davanti a Te,
che accetti il tradimento e continui ad amare.
Tu conosci il mio cuore,
conosci le mie fragilità, le mie paure,
le mie infedeltà nascoste e quelle che nemmeno riesco a vedere.
Eppure non ti allontani,
non ritiri il tuo amore,
non smetti di sederti alla mia tavola.
Signore, anch’io ti chiedo:
sono forse io?
Quando scelgo me stesso invece di Te,
quando inseguo ciò che passa e dimentico ciò che resta,
quando il mio amore si raffredda,
quando il mio cuore si chiude.
Perdonami, Signore,
per tutte le volte in cui Ti ho “venduto”
per qualcosa di meno,
per tutte le volte in cui non ho riconosciuto
il valore infinito del tuo amore.
Donami un cuore vigilante,
un cuore capace di restare,
un cuore che non fugge davanti alla verità,
ma si lascia trasformare dalla tua misericordia.
Insegnami il tuo silenzio pieno di amore,
la tua mitezza che non accusa,
la tua fedeltà che non viene meno.
Fammi entrare davvero in questa Settimana Santa,
non come spettatore,
ma come discepolo che cammina con Te,
che cade e si rialza,
che tradisce e si lascia perdonare,
che ha paura ma continua a seguirti.
E mentre il mondo si prepara alla notte,
fa’ che nel mio cuore resti accesa una luce:
la certezza che il tuo amore è più grande di ogni peccato,
più forte di ogni tradimento,
più profondo di ogni mia caduta.
Rimani con me, Signore,
anche quando io non so rimanere con Te.
Amen.
Per gentile concessione di Helmy Ibrahim.
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