C’è un momento nella vita spirituale in cui la fuga non basta più. Quando le ferite bruciano, quando il perdono sembra impossibile e il silenzio di Dio pesa come un macigno, l’unica via rimane quella di fermarsi.
Questa preghiera nasce proprio da quel desiderio di restare davanti alla croce, senza scappare, senza distrarsi, ma accogliendo con umiltà tutto ciò che la vita ci ha consegnato: dolore, tradimento, paura, ma anche la promessa di una trasformazione. È un dialogo intimo con Gesù crocifisso, che ci invita a scoprire come anche le nostre cadute possano diventare occasione di grazia, e come l’amore vero passi sempre attraverso il dono totale di sé.
Signore Gesù,
questa mattina mi fermo davanti alla Tua croce.
Non voglio fuggire, non voglio distrarmi.
Voglio restare.
Tu che hai conosciuto il dolore,
insegnami a non scappare dalle mie ferite.
Tu che sei stato tradito,
insegnami a perdonare.
Tu che sei rimasto in silenzio,
insegnami a fidarmi anche quando non capisco.
Gesù, spesso cerco una vita facile,
senza sacrificio, senza lotta.
Ma oggi vedo che l’amore vero passa dalla croce.
Dammi il coraggio di amare così:
senza misura, senza condizioni.
Prendi le mie paure,
le mie cadute, i miei peccati nascosti.
Trasformali, come hai fatto sulla croce,
in occasione di grazia.
Fa’ che non sprechi il Tuo sacrifico,
ma che ogni giorno scelga di vivere da figlio amato,
da persona nuova.
E quando mi sentirò solo,
ricordami che Tu eri lì,
per me.
Amen.
Per gentile concessione di Helmy Ibrahim.
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