Nell’Ascensione di Gesù al cielo si racchiude un testamento d’amore che capovolge la nostra comprensione dell’obbedienza: non un peso imposto dall’esterno, ma una risposta libera al vero e al bello che Dio ha già seminato nel nostro cuore.
Questa preghiera ci invita a riscoprire i comandamenti non come regole fredde, ma come vie d’amore che nascono dall’essere amati prima ancora di amare, dall’essere conosciuti prima ancora di conoscere. È un dialogo intimo con Gesù che trasforma il dovere in gioia, la norma in relazione viva, l’obbedienza in canto d’amore.
Ascolta qui la preghiera che don Andrea ha scritto ispirandosi al brano del Vangelo di domenica 10 maggio 2026 (Gv 14,15-21).
Colletta anno A:
O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora in coloro che ascoltano la tua parola e la mettono in pratica, manda il tuo santo Spirito, perché ravvivi in noi la memoria di tutto quello che Cristo ha fatto e insegnato.
Signore Gesù,
prima di ascendere al cielo,
mi ricordi che la vita si fonda sull’amore,
e solo dopo, l’amore si regge sulla regola.
Aiutami a lasciarmi amare da Te,
a crescere con Te,
a fidarmi di Te,
fino a scoprire che obbedire ai tuoi comandamenti,
significa dare ascolto al vero e al bello
che Tu hai già posto in me.
E ti obbedirò amando.
E ti amerò obbedendo all’Amore.
(da, Andrea Vena, Il respiro della lode, ed. Sanpino)


