La parabola evangelica ci mette di fronte allo scarto profondo tra il nostro modo di misurare i meriti e lo sguardo di grazia del Padre.
Riflettere sul senso dei lavoratori della vigna di Dio significa lasciarsi purificare dal veleno dell’invidia, riscoprendo la bellezza di un servizio che trova in se stesso la sua ricompensa. Questa orazione nasce dal desiderio di abbandonare le pretese umane per abbracciare la gioia sovrabbondante di una salvezza offerta a tutti, dal primo fino all’ultimo chiamato.
Preghiera che don Andrea ha scritto ispirandosi al brano del Vangelo di domenica 20 settembre 2026 (Mt 20, 1-16).
Colletta anno A:
O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie quanto il cielo sovrasta la terra: concedi a noi la gioia semplice di essere operai della tua vigna senza contare meriti e fatiche, lieti solo di portare frutti buoni per la speranza del mondo.
Signore Gesù,
fin dall’alba della mia vita
tu mi passi accanto
e m’inviti a lavorare nella tua vigna.
Mi strappi dall’ozio e dall’inutilità
per dare senso e orizzonte al mio esistere.
Aiutami a gustare la gioia
di partecipare alla tua missione d’Amore,
rallegrandomi con te per quanti
riesci ad attrarre anche all’ultima ora del giorno.
Perché a te non interessa l’ora dell’incontro,
ma interessa che tutti siano felici nella tua vigna.
E questa gioia non ha prezzo
e non ha tempo.
(da, Andrea Vena, Il respiro della lode, ed. Sanpino)


