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La Preghiera, la Fede e l’Umanità del Cristiano: Le Riflessioni di Enzo Bianchi sulle Sfide del Mondo Contemporaneo

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Il video presenta un’intervista di don Stefano Stimamiglio a Enzo Bianchi, che riflette profondamente sulla preghiera cristiana e sulla vita spirituale. Bianchi sottolinea l’importanza di risvegliare una fede indebolita, riportando Cristo al centro, e distingue tra la preghiera semplice, che chiede, e quella matura, che ascolta e contempla.

Egli critica l’attuale fretta e la “psicologizzazione” della fede, suggerendo che un momento quotidiano di solitudine e silenzio sia cruciale per riconnettersi con sé stessi e con Dio. L’intervista esplora anche il legame tra preghiera e carità, l’importanza della pace interiore e comunitaria, e la necessità di bilanciare la preghiera personale e comunitaria.

Infine, Bianchi tocca il significato dei sacramenti, auspicando una riflessione sui ministeri femminili, e condivide un aneddoto personale sulla sua iniziazione alla preghiera tramite la madre.

I temi principali, le idee e i fatti più importanti emersi dall’intervista sono:

1. La Debolezza della Fede e la Centralità di Cristo

Enzo Bianchi evidenzia una “debolezza della fede” tra i cristiani oggi, una preoccupazione condivisa anche da Papa Leone. Sottolinea come l’apertura ai bisogni del mondo e al dialogo, sebbene giusta, abbia reso la fede in Gesù Cristo più fragile. Critica l’eccessiva “attenzione alla Chiesa” negli ultimi decenni, che ha tolto centralità e signoria a Cristo.

  • Citazione: “Io credo che questa è un tempo in cui forse i cristiani si sono aperti giustamente ai bisogni del mondo al dialogo al confronto ma il rischio in tutto questo è di aver reso fragile più debole la fede in Gesù Cristo la stessa troppa attenzione alla Chiesa che si è dato in questi ultimi decenni toglie un’attenzione a Cristo la fede si è ecclesificata e ha tolto quella centralità quella signoria quel privato a Cristo che noi cristiani assolutamente dobbiamo avere perché la nostra salvezza dipende da Cristo e la singolarità della nostra religione è Gesù Cristo.”

2. La Natura della Preghiera Cristiana: Un Cammino di Crescita

La preghiera non è uguale per tutti e ha uno sviluppo. Bianchi distingue tra:

  • Preghiera semplice (come quella del bambino): Caratterizzata dal “chiedere grazie, chiedere aiuto, chiedere protezione”. Questa preghiera è da rispettare, ma non è sufficiente per una fede matura.
  • Preghiera matura: Si sposta dal “chiedere a Dio” all’“ascoltare la voce di Dio, la parola di Dio”. Dall’ascolto nascono la fede, la conoscenza della volontà di Dio e la capacità di plasmare la vita secondo il Vangelo.
  • Contemplazione: L’apice della preghiera matura, che non è solo per mistici, ma è la capacità di “assumere lo sguardo di Dio sulle persone, sulle cose”. Significa vedere gli altri e gli eventi come li vede Dio.

Per i giovani, Bianchi suggerisce un approccio pratico: fermarsi 10 minuti al giorno, leggere alcune righe del Vangelo, riflettere su cosa dice e chiedersi se quelle parole sono per loro. Questo esercizio “li plasma, dà loro un volto, li accompagna tutta la vita”.

3. Le Malattie dell’Uomo Moderno: Fuga e Mancanza di Tempo

L’uomo moderno è afflitto da due malattie interconnesse:

  • Un mondo in fuga: La ricerca di rapidità e velocità in ogni cosa.
  • Incapacità di trovare tempo: La mancanza di tempo per pensare, fermarsi, interrogarsi e approfondire. Questo porta a sentirsi “vuoto” e a non “abitare” la propria vita.
  • Citazione: “La prima è quella di un mondo in fuga che noi assecondiamo il sociologo Jiden dice: ‘Il mondo è in fuga perché noi lo facciamo correre non è un dato di per sé e noi oggi vogliamo tutto con rapidità con velocità dal mattino alla sera la seconda cosa è che in questa velocità in questa rapidità in cui non c’è tempo per pensare non c’è tempo per fermarsi e interrogarci non c’è tempo per approfondire significativamente noi finiamo anche per essere incapaci totalmente a trovare tempo per le cose diceva Pessoa ci vuole tempo perché ci sia tempo noi dobbiamo iscrivere il tempo prima di viverlo…”

4. Il Rimedio: Solitudine e Silenzio

Per contrastare queste “malattie”, Bianchi consiglia di “accettare di mettere nella giornata un momento di solitudine e silenzio”. Sebbene inizialmente possa causare angoscia, la solitudine permette di scoprire “energie segrete”, “capacità di visione e intelligenza” e “profondità” nelle relazioni.

  • Citazione: “Devono assolutamente accettare di mettere nella giornata un momento di solitudine e silenzio noi facciamo una vita che rischia l’isolamento ma non conosce la solitudine e invece abbiamo bisogno dei momenti che scegliamo per stare soli e in silenzio…”

5. La Lotta Contro le Distrazioni e la Grazia Divina

Le distrazioni nella preghiera sono normali. Richiedono tempo per calmarsi, ma anche un discernimento. Bianchi critica fortemente la “psicologizzazione della vita della fede” nella Chiesa, che ritiene “pericolosissima” e che “depotenzia la grazia”. Afferma che “non è giusto che si ricorra sempre lo psicologo” e che “Gesù Cristo non è più il medico delle nostre vite”.

  • Citazione: “Io mi domando se oggi i sociologi dicono che siamo in una società depressa con la facilità della depressione delle persone se non neanche perché le persone non sono più capaci di combattere la depressione non è giusto che si ricorra sempre lo psicologo ormai c’è una psicologizzazione della vita della fede che è pericolosissima nella Chiesa non c’è più la grazia io protesto contro questo nella Chiesa prevale prevale la psicologia per le vocazioni per tutto ma allora la grazia non c’è più allora Gesù Cristo non è più il medico delle nostre vite è pericoloso questa deriva che si ha nella Chiesa…”

La grazia, intesa come lo Spirito Santo e l’amore di Dio non meritato, dovrebbe essere il fondamento della fede, non la psicologia. Bianchi ricorda la frase di Papa Leone: “bisogna essere umani per essere cristiani”, sottolineando che questa umanità va cercata “dentro di noi con tutte le nostre forze”.

6. Preghiera e Carità: Un Passo Verso l’Altro

La preghiera non è solo intima, ma è l’inizio dell’azione conforme ad essa. Il suo maestro spirituale gli insegnava che “la preghiera è fare un passo” verso gli altri, in particolare verso i sofferenti, portando “cura dell’altro, consolare l’altro, prestare aiuto all’altro”. La preghiera è “ortoprassi”, l’inizio della prassi autentica che genera frutti spirituali.

7. La Pace del Cuore: Frutto dello Spirito Santo

La pace è l’ultimo frutto della vita dello spirito. Le guerre, sia globali che interne alle comunità cristiane, mostrano la nostra inquietudine. La vera pace può scendere solo attraverso lo Spirito Santo, che vince rancori, aggressività e odi nascosti. Le comunità religiose dovrebbero essere “case di pace, scuole di pace”.

  • Citazione: “La pace è veramente l’ultimo frutto della vita dello spirito e per conquistarlo occorre davvero acquisire lo Spirito Santo perché c’è una zona dentro di noi ai limiti della carità in cui però noi manteniamo delle riserve verso il nemico in cui noi abbiamo ancora delle aggressività ed è lì che deve scendere la pace ma questo solo lo Spirito Santo può farlo scendendo e portando una pace in noi…”

8. L’Equilibrio tra Preghiera Personale e Comunitaria

Enzo Bianchi, con 55 anni di esperienza nella preghiera, sottolinea la complementarità e necessità reciproca di preghiera personale e comunitaria. L’una sostiene l’altra, come la diastole e la sistole del cuore. La sola preghiera comunitaria è insufficiente, e la sola personale manca di “oggettività” e di un “alveo” per esprimere la fede.

  • Citazione: “Sono il movimento del cuore la diassola e la sistola non può esserci una senza l’altra e io che ormai sono vecchio 82 anni e che posso dire di avere 55 anni di preghiera comunitaria mattino mezzogiorno sera ma di avere anche molta preghiera personale vedo come l’una sostenga l’altra…”

9. Preghiera e Sacramenti: Un Mistero Profondo

I sacramenti sono “cose grandi”. Bianchi esprime una visione quasi “digiunale” per l’Eucaristia, citando i Padri del deserto che si comunicavano raramente, per sottolineare l’importanza dell’attesa e del rispetto profondo. L’Eucaristia è il sacramento da cui i cristiani traggono forza, un mistero straordinario che trasforma in “corpo del Signore”.

Riguardo al Battesimo, auspica che la comunità cristiana ne comprenda meglio il significato come “nascita nella comunità cristiana” e ingresso nel corpo di Cristo.

Critica le difficoltà che il matrimonio e l’ordinazione affrontano oggi, con un “numero esiguo di vocazioni”. Sollecita la Chiesa a riflettere su nuovi ministeri per le donne, non necessariamente legati all’accesso al sacramento dell’ordine, che considera “impossibile nella Chiesa cattolica” e una “rottura gravissima con l’Oriente ortodosso”. Propone la creazione di un ministero specifico per le donne per amministrare battesimi, matrimoni e funerali, senza arrivare alla presidenza eucaristica, al fine di sbloccare una “contesa” inutile tra femminismo e maschilismo.

10. L’Inizio della Preghiera: L’Esempio della Madre

Un episodio personale significativo per Bianchi è stato l’inizio della preghiera nella sua infanzia.

  • Citazione: “Mia madre piccolissimo mi inginocchiava sul letto diceva adesso di diceva delle parole della preghiera e me le faceva ripetere tutte le sere e così mi ha iniziato a balbettare con Dio e non ho potuto più da quel momento smettere di pregare così perché come mia aveva insegnato a mangiare m’ha insegnato con la stessa bocca a pregare e io credo che se le madri facessero questo coi figli i figli pregherebbero tutta la vita.”

Questo sottolinea il ruolo fondamentale della famiglia nell’introdurre alla preghiera e alla fede fin dalla tenera età.