preghiera

In questo podcast, Padre Gabriele Morra, Carmelitano Scalzo, introduce una serie di catechesi sulla preghiera intitolata “La preghiera è la porta”. Spiega che la preghiera non è un punto di arrivo, ma un passaggio necessario per entrare in un luogo intimo di incontro con Dio. Morra si concentra su un brano del Vangelo di Luca, la parabola del giudice iniquo e della vedova insistente, per evidenziare l’importanza della preghiera costante e perseverante.

Attraverso l’analisi di questa parabola, sottolinea come l’insistenza nella preghiera possa trasformare la qualità stessa delle nostre richieste, portandoci a domandare non solo ciò che è materiale, ma soprattutto la giustizia, la santità e una fede più profonda. Il Padre conclude affermando che la ripetizione nella preghiera affina le nostre domande e ci aiuta a comprendere ciò che è veramente essenziale per la nostra crescita spirituale.

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Riassunto del podcast

La preghiera è presentata come una “porta”, un valico necessario per entrare in un luogo più intimo e vero dove l’umanità incontra la santità di Dio, un luogo di pace ma anche di battaglia. Questa serie di podcast, curata da padre Gabriele Morra, Carmelitano Scalzo, si intitola “La preghiera è la porta”.

Il tema della preghiera viene approfondito attraverso la parabola del giudice che si fa insistentemente pregare, narrata nel capitolo 18 del Vangelo di Luca. Gesù raccontava questa parabola per sottolineare la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai.

I personaggi centrali sono:

  • Un giudice disonesto che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno, svolgendo il suo compito forse come un despota.
  • Una vedova, figura simbolo di precarietà e debolezza nella società israelita, che si recava costantemente dal giudice per chiedere giustizia contro il suo avversario.

Il giudice, pur non temendo Dio, alla fine decide di fare giustizia alla vedova non per compassione, ma perché ella gli dava troppo fastidio e non voleva essere continuamente importunato. Gesù usa questo esempio estremo, che parte da un contesto “ateo” e da un’intenzione negativa del giudice, per fare un paragone: se persino un giudice disonesto agisce per insistenza, quanto più Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui?.

Un punto cruciale è l’insistenza nella preghiera, che il testo definisce quasi “vergognosamente insistente”. Nonostante Gesù in altri passaggi affermi che Dio conosce già i nostri cuori, qui la ripetizione della richiesta è considerata importante perché rivela a noi stessi ciò di cui abbiamo veramente bisogno e ci aiuta a non stancarci di chiedere. La vedova non chiede solo giustizia per sé, ma che il giudice sia giusto, invitando Dio stesso ad “aprire le orecchie”.

Con il tempo e la preghiera costante, la qualità della preghiera cambia:

  • Il “focus” si sposta da richieste materiali o passeggere a ciò che è veramente essenziale.
  • Si impara a domandare cose “importanti, serie, permanenti”, come la santità o la salute spirituale, che richiedono che Dio “lavori il nostro cuore”.
  • Le domande diventano “più esigue, più chiare, più nitide”, in quanto si comprende che alcune cose potevano essere ottenute con la propria coerenza di vita o che non hanno utilità reale.
  • Dio a volte ritarda l’esaudimento delle richieste non per negazione, ma perché desidera che la nostra preghiera si affini, che la richiesta cresca nella verità e che la nostra libertà e fede si sviluppino appieno. L’obiettivo è una “crescita nella fede” e la “pienezza della nostra umanità”.

La parabola della vedova è quindi un insegnamento sulla costanza e la perseveranza nella preghiera, e su come essa affini la nostra relazione con Dio e la comprensione dei nostri veri bisogni.

Catechesi a cura di Padre Gabriele Morra – OCD su Radio Vaticana dove puoi ascoltare il podcast.