Altare con candele accese e crisantemi bianchi per le Messe in suffragio dei defunti

Si avvicina novembre, il mese che la Chiesa dedica in modo speciale alla memoria dei nostri cari defunti. Il 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, molte famiglie si recano al cimitero, accendono un lumino, portano un fiore. Ma c’è un gesto più grande di tutti, che la tradizione cristiana custodisce da secoli: far celebrare una santa Messa in suffragio di chi ci ha preceduto.

Proprio per accompagnare i fedeli in questa scelta, l’Ufficio liturgico della Diocesi di Como ha pubblicato un agile libretto dal titolo Celebrare le Messe per i defunti o per le proprie intenzioni. In poche pagine, con un linguaggio semplice e chiaro, risponde alle domande che tanti si pongono ma che raramente hanno occasione di chiedere al proprio parroco: chi può celebrare la Messa? Si può chiedere una Messa anche per una persona viva? Che cosa sono le Messe gregoriane? E che senso ha l’offerta?

Un piccolo strumento prezioso, da leggere personalmente e da far conoscere in parrocchia.


Messe per i defunti: i punti salienti del libretto

1. Chi celebra la Messa per i defunti

Il libretto ricorda che ogni sacerdote può celebrare una Messa per i defunti, e che è possibile chiedere un giorno preciso per la celebrazione. Il consiglio è di rivolgersi anzitutto ai sacerdoti della propria parrocchia o comunità pastorale. Viene sottolineato con forza che non esiste modo più bello di ricordare i propri cari che offrire per loro l’Eucaristia.

2. Si può far celebrare una Messa anche per i vivi

Sì. Le intenzioni della Messa non si limitano al suffragio dei defunti: si può pregare per una persona nel giorno del compleanno, per un anniversario di matrimonio, per la salute di qualcuno, per una difficoltà in famiglia o sul lavoro, per un ringraziamento o per la conversione di una persona cara. Lo stesso Messale prevede numerose Messe “per varie necessità”: per la Chiesa, per il Papa e il vescovo, per i sacerdoti, per i cristiani perseguitati.

3. Le Messe gregoriane: origine e significato

Una sezione è dedicata alla pratica delle trenta Messe consecutive in suffragio di un defunto, che risale a san Gregorio Magno e a un racconto contenuto nei suoi Dialoghi. Il libretto spiega con equilibrio che si tratta di una prassi lecita e nata da autentica fede, ma avverte di non intenderla come un automatismo: la salvezza non dipende dalla semplice esecuzione materiale delle trenta celebrazioni.

4. Perché pregare per i morti è un atto di carità

In ogni Messa la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo si rendono presenti oggi, in tutta la loro efficacia. In virtù della comunione dei santi, la Chiesa affida i defunti alla misericordia di Dio. E la preghiera di suffragio fa bene non solo a chi la riceve, ma anche e soprattutto a chi la compie.

5. Il senso dell’offerta

Il libretto chiarisce un punto spesso frainteso: l’offerta per la Messa non è il “prezzo” di un sacramento, ma un modo per partecipare con il frutto del proprio lavoro alla vita della Chiesa, al sostentamento dei sacerdoti e alle attività di evangelizzazione. Il sacerdote che accoglie l’offerta si impegna a celebrare secondo l’intenzione richiesta, unendola alla propria.

6. Il fondamento nella fede della Chiesa

Il testo si chiude richiamando il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1032), che ricorda come fin dai primi secoli la Chiesa abbia onorato la memoria dei defunti offrendo per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico. Sullo sfondo, la certezza che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati (1Tm 2,4).


Conclusione

Questo libretto è un’occasione per riscoprire il valore profondo della Messa di suffragio, al di là delle abitudini e dei gesti di consuetudine. È particolarmente utile da distribuire in parrocchia, da tenere in sacrestia o da condividere con chi ha da poco perso una persona cara.

Scarica il libretto sulle Messe per i defunti

Puoi scaricare gratuitamente il libretto in PDF dal sito dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Como:
Celebrare le Messe per i defunti o per le proprie intenzioni