Questa preghiera trae ispirazione dalla parabola evangelica dell’invito a nozze, offrendo una profonda meditazione sull’amore incondizionato di Dio e sulle nostre resistenze quotidiane. Riconoscendo le distrazioni che ci allontanano dalla mensa eucaristica, il fedele chiede la grazia di essere rivestito del perdono del Padre per riscoprirsi figlio amato, abbandonando l’illusione degli affari terreni per accogliere la gioia della salvezza.
Padre di misericordia,
tu hai preparato la festa per le nozze del tuo Figlio
e ci ripeti: «Tutto è pronto».
Non ti stanchi di cercarci.
C’è un posto alla tua tavola
che porta il mio nome,
eppure quante volte ti ho lasciato aspettare.
Con le mani piene dei miei affari,
sordo alla tua voce,
ho creduto che i miei campi
valessero più della tua festa.
Ti ringrazio perché non chiudi la porta.
Quando non ho più nulla da offrire,
tu mi vieni a cercare ai crocevia delle mie miserie.
Mi accogli così come sono,
mendicante di luce.
Ti prego, Signore:
non lasciarmi entrare senza l’abito delle nozze.
Spogliami delle mie illusioni
e rivestimi del tuo perdono,
perché io sieda alla tua mensa
da figlio e non da estraneo.
Insegnami a rispondere al tuo invito
con la gioia di chi si scopre amato,
perché nessun campo vale la tua casa.
Amen.
Per gentile concessione di: Don Lucio D’Abbraccio



