La celebre accorata supplica “Abbiamo bisogno di te” di Giovanni Papini esprime con intensa carica lirica l’inquietudine del cuore umano e la sua costante ricerca di salvezza. L’autore mostra come ogni desiderato bene terreno — il pane, l’acqua, la bellezza, la verità e la pace — sia in realtà un’inconscia aspirazione a Gesù Cristo. Questo testo guida il fedele a riconoscere Cristo come l’unica risposta al vuoto spirituale dell’uomo contemporaneo.
Abbiamo bisogno di te,
di te solo, Gesù, di nessun altro.
Tutti hanno bisogno di te,
anche quelli che non lo sanno,
assai più di quelli che sanno.
L’affamato s’immagina di cercare il pane,
e ha fame di te;
l’assetato crede di volere l’acqua,
e ha sete di te.
Chi cerca la bellezza del mondo cerca,
senza accorgersene, te,
che sei la bellezza intera e perfetta.
Chi persegue nei pensieri la verità
desidera, senza volere, te,
che sei l’unica verità degna d’essere saputa.
E chi si affanna dietro la pace cerca te,
sola pace dove possono riposare
i cuori più inquieti.
Essi ti chiamano senza saperlo
e il loro grido è inesprimibilmente
più doloroso del nostro.
Giovanni Papini (1881 – 1956) è stato uno dei più importanti ed eclettici scrittori, poeti, saggisti e intellettuali italiani del Novecento.
Nato a Firenze, visse una prima fase della vita segnata da uno spirito irrequieto, polemico e anticonformista: fu tra i fondatori di celebri riviste culturali (come Leonardo e Lacerba) e si accostò all’ateismo, all’anarchismo e al futurismo.



