Di fronte al dolore, alle ingiustizie e alla violenza che insanguinano il nostro tempo, questa accorata supplica si rivolge al Creatore per invocare guarigione e rinascita spirituale. Meditando sul sacrificio di Cristo, il testo affronta le ferite dell’umanità e della famiglia, trasformando il grido per il male del mondo in un’invocazione di speranza, riconciliazione e amore fedele per riscoprire il dono della vita.
Quanto sangue versato nella tua vigna, Signore!
Fertile, rigogliosa di grappoli gustosi,
a noi l’hai affidata da coltivare.
Come Sposo che ama la sua Sposa,
l’avvolgi d’amore fedele,
la vesti di cielo infinito.
Il tuo Figlio, mio Dio, è crocifisso!
Il suo sangue lava ogni peccato,
feconda di vita nuova la terra,
che pur germoglia tra gli orrori della storia,
tra le pareti di sterminio domestiche,
tra gli steccati e i muri d’ogni tempo.
Strisciano sentimenti macchiati d’odio, Signore!
Intrisi di disprezzo e di rapina,
rubano l’innocenza dei bambini,
violano le speranze dei giovani aperti alla vita,
lacerano i sogni di donne indifese
per egoismo di possesso.
Sposaci ancora, Signore!
Guarda e visita la tua vigna,
riaccendi la speranza
per farci gustare la bellezza del tuo dono
e tornare a camminare
con la mano nella mano.
Vinci le trame mortali, Signore!
A te presentiamo l’avidità egoista
di questa umanità bisognosa di riscatto,
che ha perso il gusto della festa,
allettata da miraggi menzogneri,
incapace di contemplare il tuo sangue della gratuità.
✠ Don Pino (Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo)
Per gentile concessione di don Pino | Fonte



