Attraverso la voce di un anziano che benedice chi lo accompagna con tenerezza, questa preghiera ci rivela la sacralità dei gesti semplici: uno sguardo pieno di simpatia, una mano stretta con calore, il dono prezioso del tempo.
Ogni benedizione pronunciata diventa un invito a riconoscere la dignità profonda di ogni età della vita e a riscoprire che nell’attenzione verso i più fragili si nasconde una grazia che trasfigura sia chi riceve sia chi dona. Un cantico che parla al cuore di tutti, ricordandoci che l’amore concreto è la via per entrare nella vita senza fine.
Benedetti quelli che mi guardano con simpatia;
benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco;
benedetti quelli che parlano a voce alta
per minimizzare la mia sordità;benedetti quelli che stringono con calore
le mie mani tremanti;
benedetti quelli che si interessano della mia giovinezza;
benedetti quelli che non si stancano di ascoltare
i miei discorsi già tante volte ripetuti;
benedetti quelli che comprendono
il mio bisogno di affetto;
benedetti quelli che mi regalano
frammenti del loro tempo;
benedetti quelli che si ricordano
della mia solitudine;
benedetti quelli che mi sono vicini
nella sofferenza;
benedetti quelli che rallegrano
gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi saranno vicini
al momento del mio passaggio:
quando entrerò nella vita senza fine,
mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.
Amen.
Preghiera di Padre Nicola Ventriglia, coordinatore dei Cappellani italiani al servizio del Santuario di Nostra Signora di Lourdes.



