Preghiera a San Gennaro - Invocazione per la Santità e la Protezione

Questa preghiera a San Gennaro è un’antica invocazione che risale al 1913, come testimoniato dall’Imprimatur della Curia Arcivescovile di Milano. È una preghiera di intercessione che si rivolge al santo patrono con profonda devozione, riconoscendone la santità e il ruolo di protettore celeste.

Nel testo, il fedele invoca San Gennaro ricordando il suo zelo instancabile per la gloria di Dio e della Chiesa, la sua vita di orazione e penitenza, e il suo esempio di virtù cristiane. La preghiera esprime due richieste fondamentali: accrescere in noi la vera pietà che ci rende figli di Dio, e aiutarci a vivere come “servi fedeli” con i lombi precinti e le mani munite di fiaccole ardenti, simboli di una vita penitente e vigilante.

L’immagine delle fiaccole ardenti richiama la parabola evangelica delle vergini sagge, invitandoci a mantenerci sempre pronti per l’incontro con il Signore. La preghiera si conclude con la speranza di essere introdotti nei “tabernacoli eterni”, dove potremo finalmente vedere ciò che ora crediamo, ottenere ciò che speriamo e godere pienamente ciò che amiamo.

Questa orazione è particolarmente adatta per chi desidera rafforzare la propria vita spirituale seguendo l’esempio di San Gennaro, chiedendo la sua intercessione per crescere nella santità e nella fedeltà a Dio.


O glorioso San Gennaro,
che sempre ardente del desiderio
di accrescere la gloria di Dio
e della sua Sposa la Chiesa,
instancabilmente attendeste
alla santificazione dell’anima vostra
ed alla edificazione dell’altrui
coll’esercizio continuo dell’orazione,
della penitenza
e di tutte le cristiane virtù;

quindi, divenuto nella Chiesa
un vero modello di santità,
diveniste finalmente nel Cielo
protettore di tutti quelli
che a Voi ricorrono fiduciamente,

gettate benigno uno sguardo
sopra di noi
che invochiamo la potenza
del vostro patrocinio.

Accrescete in noi
quella soda pietà
che forma il vero carattere
dei figliuoli di Dio.

Fate che, a vostra imitazione,
noi viviamo come servi fedeli
aspettando coi lombi precinti
e colle mani munite di fiaccole ardenti,
cioè con una vita penitente ed edificante,
l’arrivo dell’Eterno Padrone,

affinchè, trovandoci sempre disposti
alla partenza da questo esiglio,
meritiamo di essere con Voi introdotti
in quei tabernacoli eterni
ove solo ci sarà dato
di vedere ciò che adesso crediamo,
di ottenere ciò che adesso speriamo,
di godere ciò che adesso amiamo.

Pater, Ave, Gloria.

IMPRIMATUR:
In Curia Arch. Mediolani, die 28 Julii 1913.
Can. JOANNES ROSSI, Vic. Gen.