Questa preghiera intima invoca Gesù per superare la logica del “minimo sindacale” nella fede cristiana. Chiede liberazione dai pensieri giudicanti, dalle scappatoie morali e dal calcolare i confini del peccato.
Invece, implora un amore senza misura, coerenza interiore e la Legge di Dio scritta nel cuore come promessa liberante. Ideale per chi cerca purificazione autentica e riconciliazione profonda, ispirata al Vangelo che compie la Legge. Perfetta per momenti di riflessione quotidiana su ipocrisia, verità e fede vissuta.
Signore Gesù,
Tu che non sei venuto ad abolire,
ma a portare a compimento,
insegnami la pienezza dell’amore.
Spesso mi accontento del minimo sindacale:
di non fare il male evidente,
di restare “a posto” davanti agli uomini.
Ma Tu guardi dove nessuno vede.
Tu entri nelle pieghe dei miei pensieri,
lì dove nascono i giudizi sussurrati
e le parole che uccidono senza fare rumore.
Liberami dalla logica del confine,
dal calcolare fin dove posso spingermi senza peccare.
Non voglio essere un ragioniere della fede,
ma un figlio che ama senza misura.
Donami coerenza, Signore.
Toglimi il bisogno di giustificarmi sempre,
di cercare quelle “scappatoie eleganti”
che mi permettono di aggirare la verità salvando la faccia.
Che il mio “sì” sia una rocca,
e il mio “no” sia un confine vero.
Scrivi la tua Legge nel profondo di me,
non come una minaccia che incombe,
ma come una promessa che libera.
Perché solo quando il cuore è purificato
l’occhio vede davvero.
Fammi uomo nuovo, Signore.
Non impeccabile nell’apparenza,
ma riconciliato nell’amore.
Amen!
Per gentile concessione di don Lucio d’Abbraccio.
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