Questa preghiera medita le parole di Gesù «Siate sale e luce del mondo» e diventa un dialogo fiducioso con il Signore. Il credente chiede la grazia di lasciarsi “disperdere” nel mondo come il sale nel cibo, per dare sapore evangelico alle situazioni quotidiane, e di risplendere come luce che illumina e interpreta le vicende della storia alla luce del Vangelo. Il testo si conclude con una richiesta umile: che, attraverso gesti e parole di ogni giorno, gli altri possano riconoscere solo Dio e innalzare a Lui inni di lode, perché Lui solo è il Signore nei secoli.
O Dio, che fai risplendere la tua gloria nelle opere di giustizia e di carità, dona alla tua Chiesa di essere luce del mondo e sale della terra, per testimoniare con la vita la potenza di Cristo crocifisso e risorto.
«Siate sale e luce del mondo»:
questa è la missione che, nella tua bontà,
mi affidi, Signore.
Come il sale
vale nella misura
in cui si lascia disperdere nel cibo, insaporendolo,
così aiutami a comprendere che la mia vita troverà senso
nella misura in cui si lascerà
coinvolgere nelle faccende del mondo,
valorizzandole col sapore del Vangelo.
Come la luce
illumina ed esalta ciò che tocca,
così aiutami a comprendere che la mia vita troverà senso
nella misura in cui saprà
offrire la luce nuova del Vangelo
per leggere e interpretare
le vicende del mondo.
Un’ultima cosa, Signore:
nel mio fare e dire quotidiano
fa’ che la gente percepisca te
e solo a te innalzi inni di lode.
Perché tu solo sei il Signore Dio,
nei secoli dei secoli.
Amen.
(da, Andrea Vena, Il respiro della lode, ed. Sanpino)


