Questa supplica appartiene alla tradizione devozionale francescana moderna, sviluppatasi nel corso del XX secolo come preghiera dei pellegrini che visitano la Basilica di San Francesco ad Assisi.
Non si tratta di un testo medievale o attribuito al Santo stesso, ma di una composizione liturgica recente, probabilmente elaborata nell’ambito delle celebrazioni giubilari o delle grandi solennità francescane. La preghiera riflette la spiritualità del Concilio Vaticano II, con particolare attenzione alla dimensione comunitaria, all’ascolto della Parola e all’apertura verso tutti gli uomini.
È comunemente recitata presso la Tomba del Santo nella Basilica inferiore di Assisi, dove i pellegrini sostano per affidare al Poverello le loro intenzioni. Il testo sintetizza i tratti essenziali della santità francescana: la sequela di Cristo, la povertà evangelica, la fraternità universale e l’amore per la Chiesa.
ASCOLTA LA PREGHIERA
Santo Francesco, pellegrino di Dio,
insegnaci a diventare, da uomini distratti,
cercatori attenti del Signore in ogni cosa.
Fermandoci in preghiera alla tua Tomba, parlaci del Signore Gesù,
tu che l’hai amato e seguito come un vero discepolo.
Santo Francesco, ascoltatore di Dio,
insegnaci a sostare in ascolto, in mezzo ai tanti rumori della nostra vita,
della Parola di libertà, di perdono, di speranza
che nasce dal Vangelo di Gesù.
Santo Francesco, fratello di tutti,
insegnaci a partire da questo luogo
con il desiderio di amare e perdonare
perché nella nostra misericordia
e nel nostro lavoro e servizio quotidiano
mostriamo il volto Paterno e Materno di Dio.
Santo Francesco, uomo fatto preghiera,
prega tu stesso per noi che spesso non sappiamo come pregare.
Con la tua voce adoriamo il Signore dell’universo,
il Signore Forte e Potente, il Signore che è Bellezza e Bontà,
il Signore che è Tenerezza e Perdono.
Con la tua voce lodiamo il Signore per ogni creatura che parla di Lui,
per ogni famiglia, per ogni vita di uomo.
Santo Francesco, che accogli i poveri e gli ami,
accoglici e presenta le nostre povertà al Padre:
il dolore di molti che soffrono nel corpo e nello spirito,
la solitudine e l’abbandono dei deboli e degli anziani,
le speranze dei giovani, le fatiche quotidiane
di credere e di essere fedeli al Signore nella famiglia e nella vita sociale.
Ricchi di cose, ma bisognosi di essere amati da Dio,
e di amarci fra noi,
insegnaci a non attaccarci a niente
per essere liberi nel cuore,
di quella libertà che tu hai avuto.
Santo Francesco, uomo di fede, di speranza e di carità,
aiutaci ad amare la Chiesa, a volte ferita dai limiti umani,
ma con i segni della presenza del suo Signore.
Non farci rinunciare a dare il nostro contributo
Perché la Chiesa di Cristo diventi un popolo santo.
Santo Francesco, modello dei minori,
rendi perseveranti coloro che vogliono servire Cristo nella tua via.
Santo Francesco, poverello di Dio e ricco di amore per tutti,
a te che sei il nostro fratello affidiamo ogni nostra preghiera
e la preghiera di ogni uomo che in te vede il fratello in umanità,
il cristiano, il perfetto discepolo di Gesù,
perché tutto tu presenti al cuore di Dio.
Amen.



