In questo giorno di memoria e speranza, la liturgia ci invita a contemplare la comunione che unisce i vivi e i defunti nel corpo di Cristo.
Non siamo separati dal mistero della morte, ma legati da un amore che oltrepassa il tempo: siamo tutti una cosa sola in Cristo, chiamati alla stessa gloria e alla vita eterna.
Così ti gridava la folla
quando pendevi dal legno della Croce:
“Salva te stesso!”,
non avendo compreso nulla di te,
delle tue parole,
della tua missione.
Tu non hai salvato te stesso
perché hai scelto di salvare ciascuno di noi.
Per questo sei Re.
Perché hai messo l’amore per noi al di sopra della vita.
Hai messo la vita del mondo al di sopra della tua.
La tua regalità è l’amore.
Un amore che arriva fino alla fine, fino al dono della vita perché altri ce l’abbiano in abbondanza.
Anche noi possiamo diventare partecipi della tua regalità
ogni volta che in te e con te vinciamo il male, il male che ci abita: l’egoismo, la rivalità, l’odio, l’invidia…
Ogni volta che mettiamo l’amore per l’altro al di sopra della nostra vita,
ogni volta che, guardando negli occhi un uomo,
lo riconosciamo fratello,
ogni volta che mettiamo la gioia dell’ altro
al di sopra della nostra.
Anche noi possiamo diventare partecipi della tua regalità.
Ogni volta che diciamo “no” al male che ci abita e al male che c’è nel mondo
in nome del tuo Regno che viene,
viene in noi, viene per noi,
per inabissarci nella vita stessa di Dio.
Amen.



