Il coraggio di guardarti negli occhi
Quando il dolore bussa alla porta senza invito, scopriamo che la vera santità non consiste nell’evitarlo, bensì nel camminare attraverso la sofferenza con speranza incrollabile. Questa preghiera racconta come l’esempio luminoso di Chiara Corbella Petrillo ha insegnato il coraggio di amare la vita, tutta intera, proprio nel momento in cui sembra più fragile: una meditazione che trasforma le lacrime in semi di eternità.
Per anni non ho avuto il coraggio di conoscerti, Chiara. Ho sempre creduto che guardarti negli occhi, ascoltare le tue parole, in qualche modo mi avrebbe messo di fronte al dolore e alla sofferenza. Che avrei dovuto guardarli da vicino, con Verità. E forse, un po’ vigliaccamente, non mi sono mai sentita pronta, non ne ho avuto il coraggio.
Ma poi il dolore e la sofferenza, le notti da attraversare, si presentano senza invito, non chiedono permesso, non attendono.
E, in questo lungo viaggio, arrivi tu, sotto traccia: con la dolcezza di un’amica che ti ama e non ti lascia, ma con la forza di chi non arresta la corsa.
E guardarti, camminare con te, ascoltarti, mi ha ricordato che questa vita, anche nella sofferenza più profonda, ci chiama alla santità, che non è adorare il dolore, ma avere il coraggio di voltarsi e continuare ad amarla qui sulla terra, tutta intera, per essere parte, poi, della vita eterna.
Sì, mi hai messo di fronte alla Verità più alta: che Dio è fede e speranza, amore perfetto, che non abbandona e custodisce.
Che ogni singolo passo, piccolo, qui tra giorni e notti, lacrime e sorrisi, ci rende possibile l’eternità.
Ciao Chiara,
buona festa in cielo!
Grazie di essere passata da qui con la tua santità,
dal profumo delle cose possibili,
a lasciarci inciso nel cuore
che “siamo nati e non moriremo mai più”.
Fonte: Alumera



