Fino al punto più lontano, Tu pensaci, Gesù!
Sul monte Tabor quel giorno, Gesù,
tre dei tuoi discepoli hanno visto la tua gloria;
e sono rimasti lì, sospesi,
un po’ anche persi dentro l’inaspettato,
dopo essere stati con te e camminato al tuo fianco,
un passo dopo l’altro, fino alla cima del monte.
I loro occhi si sono aperti, spalancati
ai riflessi della tua luce sfolgorante
e hanno provato il desiderio di fermare per sempre
quell’unico istante di Cielo.
Come fu un giorno per loro,
è bello, Gesù, sentirti accanto
e lasciarci invadere dalla tua pace,
quando le regioni infinite dell’anima,
e le strade che ci stanno davanti,
sono terse e luminose, senza ombra alcuna:
e da illusioni senza realtà
abitiamo ora una realtà senza illusioni.
È consolante, Gesù, eccome,
percepire la gioia che invade il cuore
e stare alla tua presenza in un abbraccio fiducioso,
che tutto comprende, risolleva e cura
perché tra le tue braccia nulla ci può turbare.
Quel giorno, sul monte,
tre discepoli hanno udito la voce del Padre,
che li invitava ad ascoltare Te, il Figlio amato;
e per tutti i tuoi discepoli da quel momento in avanti
la vera tenda sei diventato Tu,
abitare Te nell’ascolto della tua parola,
abitare Te nella fecondità della tua voce;
e, abitando Te, via via noi ci scopriamo
figlie e figli dell’unico Padre dei Cieli.
Nella tua luce, Gesù, tu avvolgi le nostre vite.
Solo tu hai un’amorevole compassione di noi;
e attraverso le parole del tuo Vangelo
ci insegni a scoprire che a nulla serve sforzarsi
per misurare quello che siamo o che non siamo:
l’essenziale sta nell’umilissima fiducia
della nostra anche piccola fede in Te.
È duro, Gesù, scendere dal monte
per andare ciascuno al suo Calvario,
verso le prove che ci attendono;
ma lo facciamo insieme a Te
con la forza dei segreti del cuore.
E anche quando un giorno
ci troveremo alle soglie dell’oscurità della notte,
c’è sempre la tua parola che ci rincuora, o Signore Gesù.
È questo che ci consente di amare l’innocenza di Dio
e di comprendere che
«Dio non può che donarci il suo amore».
Benedici noi, Gesù il Cristo,
tu che vieni a rivestirci della compassione
come di una veste di luce infinita. Amen.
Per gentile concessione di don Sergio Carettoni – Fonte


