Signore Gesù, che ci chiami amici tuoi,
perdonaci per tutte quelle volte che dimentichiamo
che essere tuoi discepoli non significa competere
per occupare i posti migliori e di prestigio
ma mettici in guardia dall’orgoglio
che è la vera bestia nera da combattere.

Aiutaci a diventare più autentici
senza nascondere dietro la maschera del perbenismo
i pregiudizi verso i fratelli,
i sentimenti di rivalsa contro quelli che riteniamo nemici
e le intenzioni malvage che strisciano silenziosamente dentro di noi come serpenti
e che avvelenano i rapporti con il pettegolezzo, le illazioni e le calunnie.

Donaci la fiducia e l’umiltà di confessare i pensieri malvagi
di cui vergognarsi per non cadere nel tranello dell’ipocrisia.

Conforta i cuori affranti dalle ingiustizie
e consola chi soffre per le tribolazioni
affinché possa avvertire il calore di una mano amica
che sostiene nella debolezza
e la forza di una voce familiare
che guida nella notte oscura della prova e dell’aridità spirituale. 

don Pasquale Giordano