Lo Stabat Mater è una antica preghiera cattolica, composta probabilmente nel XIII secolo e tradizionalmente attribuita a Jacopone da Todi.
[Addolorata, in pianto [Stabat Mater dolorósa
la Madre sta presso la Croce iuxta crucem lacrimósa,
da cui pende il Figlio. dum pendebat fílius.
Immersa in angoscia mortale Cuius ánimam geméntem,
geme nell’intimo del cuore contristátam et doléntem
trafitto da spada. pertransívit gládius.
Quanto grande è il dolore O quam tristis et afflícta
della benedetta fra le donne, fuit illa benedícta
Madre dell’Unigenito! Mater Unigéniti!
Piange la Madre pietosa Quae maerébat et dolébat,
contemplando le piaghe pia Mater, dum vidébat
del divino suo Figlio. Nati poenas íncliti!
Chi può trattenersi dal pianto Quis est homo, qui non fleret,
davanti alla Madre di Cristo Matrem Christi si vidéret
in tanto tormento? in tanto supplício?
Chi può non provare dolore Quis non posset contristári,
davanti alla Madre Christi Matrem contemplári
che porta la morte del Figlio? doléntem cum filio?
Per i peccati del popolo suo Pro peccátis suae gentis
ella vede Gesù nei tormenti vidit Iesum in torméntis
del duro supplizio. et flagellis subditúm.
Per noi ella vede morire Vidit suum dulcem natum
il dolce suo Figlio, moriéndo desolátum,
solo, nell’ultima ora. dum emisit spíritum.
O Madre, sorgente di amore, Eia Mater, fons amóris,
fa’ ch’io viva il tuo martirio, me sentíre vim dolóris
fa’ ch’io pianga le tue lacrime. fac, ut tecum lúgeam!
Fa’ che arda il mio cuore Fac, ut árdeat cor meum
nell’amare il Cristo-Dio, in amándo Christum Deum,
per essergli gradito.] ut sibi compláceam.]
Ti prego, Madre santa: Sancta Mater, istud agas,
siano impresse nel mio cuore crucifíxi fige plagas
le piaghe del tuo Figlio. cordi meo válide.
Uniscimi al tuo dolore Tui nati vulneráti
per il Figlio tuo divino tam dignáti pro me pati
che per me ha voluto patire. poenas mecum dívide.
Con te lascia ch’io pianga Fac me vere tecum flére,
il Cristo crocifisso crucifíxo condolére
finché avrò vita. donec ego vixero.
Restarti sempre vicino Iuxta crucem tecum stare
piangendo sotto la croce: et me tibi sociáre
questo desidero. in planctu desidero.
O Vergine santa tra le vergini, Virgo virginum praeclára,
non respingere la mia preghiera, mihi iam non sis amára:
e accogli il mio pianto di figlio. fac me tecum plángere.
Fammi portare la morte di Cristo, Fac, ut portem Christi mortem,
partecipare ai suoi patimenti, passiónis fac consórtem,
adorare le sue piaghe sante. et plagas recólere.
Ferisci il mio cuore con le sue ferite, Fac me plagis vulnerári,
stringimi alla sua croce, fac me Cruce inebriári
inèbriami del suo sangue. et cruóre Fílii.
Nel suo ritorno glorioso Flammis ne urar succénsus,
rimani, o Madre, al mio fianco, per te, Virgo, sim defénsus
salvami dall’eterno abbandono. in die iudícii.
O Cristo, nell’ora del mio passaggio Christe, cum sit hinc exíre,
fa’ che, per mano a tua Madre, da per matrem me venire
io giunga alla mèta gloriosa. ad palmam victóriae.
Quando la morte dissolve il mio corpo Quando corpus moriétur,
aprimi, Signore, le porte del cielo, fac, ut animae donétur
accoglimi nel tuo regno di gloria. paradísi glória.
Lo Stabat Mater esprime il dolore di Maria, la madre di Gesù, che assiste alla sua crocifissione. Questa preghiera descrive Maria in piedi sotto la croce, sofferente nel vedere il figlio morire. La preghiera invita chi la recita a condividere il dolore della Madonna, chiedendo di essere vicino a lei e a Gesù nei momenti difficili.
Nella seconda parte, si chiede di sentire nel cuore la stessa partecipazione al sacrificio di Cristo e di essere accolti da Maria, ricevendo da lei consolazione e aiuto soprattutto nell’ora della morte.
Dove si usa
Questa preghiera viene recitata in chiesa nel giorno della Beata Vergine Maria Addolorata, il 15 settembre, ma anche durante la Via Crucis e nei riti della Settimana Santa, come espressione di fede, compassione e speranza.



