Preghiera dell'Ascensione: Tra cielo e terra

Nell’Ascensione si consuma un paradosso che tocca il cuore di ogni credente: Gesù si allontana salendo al cielo, eppure la sua presenza diventa più profonda, più intima, più reale.

Questa preghiera nasce dal desiderio di sostare in quel mistero, di imparare a non cercare Cristo soltanto “lassù”, ma di riconoscerlo nel pane, nei volti, nelle strade che percorriamo ogni giorno. È un invito a vivere da pellegrini radicati nella promessa, con gli occhi rivolti al cielo ma i piedi ben piantati nella storia, certi che Egli tornerà per compiere ogni attesa.


Il Mistero oltre la Nube

Signore Gesù,
i nostri occhi ti hanno cercato
fin dove lo sguardo umano non arriva più,
e sei scomparso nella nube;
non nell’assenza, ma nel mistero.

Mentre restiamo qui,
fermi sulla soglia del tempo
con il volto alzato verso l’alto,
insegnaci a non fissare il vuoto.
Aiutaci a riconoscere che la tua ascesa non è un abbandono,
ma il passaggio dall’accampamento terreno alla dimora dell’eterno.

Donaci la grazia di non cercare le risposte soltanto in un cielo lontano,
ma di trovarti nel tessuto vivo della storia:
nel pane spezzato,
in chi soffre
e nella strada che ancora ci attende.

Rendici pellegrini con il cuore radicato nella tua promessa,
certi che tornerai, nello stesso modo in cui sei salito,
per raccogliere ogni nostra lacrima
e compiere ogni nostra speranza.
Amen.


Per gentile concessione di don Lucio d’Abbraccio.