C’è un momento, nel cammino quaresimale, in cui la fatica di cambiare si fa sentire davvero.
Questa preghiera nasce proprio da lì: dal riconoscere con umiltà le nostre resistenze, le paure che ci tengono fermi, la difficoltà di accogliere una Parola che ci inquieta perché ci chiama a qualcosa di più vero. È una preghiera semplice e profonda, che non cerca formule perfette ma esprime il desiderio sincero di affidarsi a Dio così come siamo, senza maschere.
Un dialogo con il Dio vicino, quello che dice “Io Sono” anche per te, oggi, proprio mentre leggi queste parole e senti il bisogno di essere aperto, ammorbidito, riportato a casa.
Signore,
questa mattina vengo a Te così come sono,
senza nascondermi.
In questa Quaresima sento che mi chiami a qualcosa di più vero,
ma spesso resto in superficie,
ho paura di cambiare davvero.
La Tua parola a volte mi inquieta,
perché mi chiede di lasciare ciò che mi tiene fermo.
Ma io voglio fidarmi di Te,
anche poco alla volta.
Metti nel mio cuore il desiderio di custodire la Tua parola,
di non lasciarla cadere,
di portarla dentro la mia giornata.
Quando mi chiudo, aprimi.
Quando resisto, ammorbidiscimi.
Quando mi perdo, riportami a Te.
Tu sei il Dio vicino, il Dio presente,
il Dio che dice: “Io Sono” anche per me.
E allora resto con Te, oggi,
così, semplicemente.
Amen.
Per gentile concessione di Helmy Ibrahim.
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